Presso la sala Alessandro IV di Palazzo dei Papi sì è svolto l’interessante evento culturale “Sulle impronte di Santa Rosa”, organizzato dalle poetesse viterbesi, Anna Maria Stefanini e Nadia Pascucci.

Sono intervenuti tra gli altri il sindaco Giovanni Arena, il questore di Viterbo, Giancarlo Sant’Elia, il comandante del Comando Provinciale Carabinieri Colonnello Andrea Antonazzo, suor Francesca Pizzaia, madre superiora del Monastero di Santa Rosa, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, il presidente dell’associazione internazionale CulturAmbiente, il presidente dell’associazione Tuscia Dialettale Franco Giuliani, l’attore e regista Pietro Benedetti e Ivo Valentini.

Dopo gli interventi di apertura, poeticamente ma anche con parole e le struggenti note del violino del Maestro Tonin Xhanxhaphili sono state ripercorse quelle che si possono definire orme indelebili di Santa Rosa, della sua fede, della tradizione, della Macchina a lei dedicata.

All’interno della sala Maria Elena Pietrosanti ha esposto alcune sue interessanti opere. L’attore e regista Paolo Rossini, ha recitato delle poesie di Nadia Pascucci ed Annamaria Stefanini, (che hanno suscito emozione nel folto pubblico) raccolte nel libro “Impronte”, il cui ricavato della vendita sarà interamente devoluto in beneficenza.

Sono state recitate poesie in italiano e viterbese e Giuseppe Bellucci ha cantato una poesia in lingua italiana. Pietro Benedetti ha declamato tra l’altro una poesia dialettale della Stefanini sul significato della divisa per un carabiniere.

Ma la serata ha avuto il suo apice quando dall’amplificazione sono volate nella sala le parole e le note di accompagnamento della declamazione di Paolo Rossini delle poesie contenute nel libro “Impronte”, a lui è stata donata una riproduzione della Macchina di Santa Rosa molto apprezzata.

A ricordo della manifestazione sono state consegnate targhe ai partecipanti e per le stesse poetesse per il loro impegno sociale e culturale.