Erano i primi giorni di ottobre del 2018 e stava per lasciarci a 80 anni Gianfranco Faperdue.

In molti ancora lo ricordano come giornalista di ieri, quando a Viterbo c’erano pochi giornalisti che inseguivano il sogno di poter scrivere su una delle testate più conosciute. Gianfranco ci riuscì presto e fu uno dei primi a poter varcare la soglia de “Il Messaggero”, quando la redazione era diretta dal prof. Alessandro Vismara nel 1956. Nonostante il suo amore principale fosse per il giornalismo riuscì ad entrare nell’Amministrazione Comunale come impiegato , non abbandonando mai il suo primo amore, il giornalismo. Gli anni passavano e così dopo aver scritto numerosi articoli riuscì nel 1973 a iscriversi all’albo dei giornalisti come Pubblicista.

All’interno di Palazzo dei Priori iniziarono ad accorgersi di lui per la sua precisione , per il grande impegno che metteva e soprattutto per la sua penna. Fu allora che il sindaco Domenico Smargiassi lo volle nella sua segreteria particolare, lo stesso accadde per i sindaci Rosato Rosati e Silvio Ascenzi.

In quegli anni al Comune di Viterbo si pensò che era il momento di avere un addetto stampa per l’Amministrazione e Gianfranco Faperdue fu subito scelto e divenne il primo giornalista viterbese a ricoprire questo importante ruolo. Lo hanno definito “uomo di altri tempi e giornalista vecchio stampo “ anche se fu uno dei primi a credere nelle radio e televisioni libere, fu direttore di Radio Verde negli anni 70, e direttore di Tele Viterbo(la prima televisione locale), quando iniziò le trasmissioni da Via Piave. Era lui che scriveva le notizie per i giornali radio e per i telegiornali.

E non le scriveva solo, andava sempre in onda con il suo speciale modo di leggere le notizie. Fu anche direttore di una Televisione di Civita Castellana e poi fu scelto dall’Agenzia Ansa per essere il corrispondente di Viterbo e Provincia. Ricoprì questo ruolo per oltre trenta anni. Fervente cattolico aderì all’UCSI di Viterbo. Con la scomparsa di Gianfranco Faperdue la nostra città perde uno dei primi giornalisti viterbesi.

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