«Il 10 Dicembre 1948 viene approvata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che così enuncia:

Art 1. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti.

Art.2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

15 anni dopo, il 28 Agosto 1963, Martin Luther King, a Washington, guida una marcia per i diritti civili, contro la discriminazione e la segregazione razziale dei neri nella società degli Stati Uniti d’America.

Migliaia di persone lo seguono: King rivolge loro un discorso di speranza, di impegno, e lo conclude ripetendo più volte quelle parole che sono divenute l’emblema del suo impegno: “I have a dream…” (Ho un sogno…). Dopo questa manifestazione, un rapporto dell’FBI cita King come “il negro più pericoloso di questa nazione dal punto di vista del comunismo, dei neri, della sicurezza nazionale”.

Oggi, dopo 72 anni, a che punto è la realizzazione, l’applicazione dei principi enunciati nella Dichiarazione Universali dei Diritti Umani?

L’uccisione di neri negli USA da parte della polizia, la persecuzione di minoranze etniche e religiose, la limitazione delle libertà individuali e di espressione, la censura politica e sociale del dissenso in moltissimi paesi,l’aumento delle ingiustizie sociali dovute all’incontrollato sfruttamento sul lavoro di uomini, donne e bambini (nuove forme di schiavismo), la criminalizzazione dei migranti, sono segnali che il “sogno” di M. L. King è ancora lontano dal realizzarsi.

Anche l’Italia non è immune da questi segnali, che, seppure in forme più subdole e meno eclatanti che altrove, sono presenti nella nostra società. E questo malgrado la nostra Costituzione reciti che:

Art.2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.

Art.3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…I bisogni e le necessità degli esseri umani non si possono reprimere né criminalizzare: i bisogni necessitano di soluzioni concrete e giuste che li soddisfino. Noi oggi non solo condividiamo il sogno di M. L. King che il prossimo 28 agosto rivivrà nella Black Lives March,organizzata dal movimento Black Lives Mattera Washington,maESIGIAMO che le istituzioni di tutti i paesi, in primis quelle italiane, attuino concretamente i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Noi oggi ESIGIAMO il rispetto dell’impegno preso con la sottoscrizione della Dichiarazione del 1948, e non solo con leggi scritte, ma anche con strumenti reali di controllo e di vigilanza sulla loro applicazione.L’azione delle Istituzioni avrà più efficacia se dalla popolazione verrà una forte e decisa spinta in questa direzione.

Per questo rivolgiamo un APPELLO a tutti gli uomini e a tutte le donne, perché nel quotidiano prendano sempre più coscienza dei principi espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e ne diventino vivente, diretta testimonianza».

Così il Tavolo per la Pace di Viterbo: ACLI, ANPI provincia di Viterbo, ARCI, AUCS, AUSER, CARITAS DIOCESANA VITERBO, Casa dei diritti sociali, Circolo della Conoscenza di R.C., L’altro Circolo centro culturale iniziativa omosessuale, Lega Ambiente Lago di Vico, Ass. Parva casa delle donne, Rete degli studenti medi, Ass. Sans Frontiere, UNICEF, USB Federazione del sociale, singole persone.