Inoltre, dopo la fantasmagorica riapertura del Teatro dell’UNIONE a cura della passata amministrazione, siamo sicuri che il tutto sia perfettamente a norma?

Io credo forse “no” anche perché scendendo le scale del palco addentrandomi nei corridoi sono rimasto perplesso, non vi dico poi all’esterno dove ho constatato uno spettacolo a dir poco disgustoso e mi è venuto da pensare all’assessore  che ha curato questo restauro.

Tutti pensavano che la ristrutturazione del Teatro UNIONE lungamente attesa lo portasse ad essere sede di laboratori permanenti di formazione e di produzione destinati specificamente alle nuove generazioni, alle famiglie e alle scuole (ma non solo).

Un teatro animato 365 giorni l’anno che sarebbe l’unica sede in grado di promuovere a Viterbo un’attività continuativa qualificata, con una decisa impronta innovativa sia per quanto riguarda le metodologie e le modalità di fruizione, sia per le precise scelte ludico/didattiche di una proposta educativa rivolta ai giovani.

I costi generali della gestione sono stati mai affrontati dalla vecchia amministrazione che ha avuto fretta di inaugurarlo?

Un bilancio annuale di spesa è stato redatto? Una gestione autosufficiente e completa del Teatro, delle attività “ordinarie” e di quelle necessarie alla sua promozione e al suo avvio sono state analizzate e stese su una relazione?

Sono stati considerati i costi fissi annuali come quelli della conduzione tipo:

  • riscaldamento/condizionamento/energia elettrica/telefonia/internet;
  • personale addetto alla manutenzione/custodia/servizi tecnici/pulizie;
  • biglietteria; piano e gestione sicurezza.

E poi sono stati analizzati i costi della struttura operativa come il personale addetto alla gestione (segreteria, prima contabilità, organizzazione calendario iniziative, contatti scuole, vendita gadget ecc.

E i costi della struttura organizzativa:

  • direzione artistica;
  • ufficio stampa;

promozione generale (gestione sito e social network, organizzazione e distribuzione materiale sia a livello locale che regionale, pacchetti turistici e contatti in loco, contatti scuole, merchandising, costi grafica e tipografia).
E’ stata pensata attività come l’allestimento di una mostra fotografica sulla storia del teatro, una rassegna di pomeriggi d’inverno con letture e proiezioni.

Sono stati studiati gli spettacoli teatrali da proporre, nuove produzioni/nuovi progetti, spazio per stage, seminari e corsi di formazione attività ludiche, ricreative e di animazione. Non credo proprio.

Giancarlo de Zanet

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