Trasporto di santa Rosa e San Pellegrino in Fiore: due tradizioni che si incontrano nel nome di “Rosa”. Quest’anno, per la prima volta, nell’itinerario di  San Pellegrino in Fiore entra anche il “Roseto di Santa Rosa”progettato e realizzato daDaniele Cortesenel magnifico chiostro del santuario dedicato alla Santa compatrona della città. Che è anche la protettrice dei fioristi.E così, da diversi anni, l’ente autonomo San Pellegrino in Fiore è solito portare  al monastero un omaggio florale alla Santa viterbese, il giorno prima dell’inaugurazione della manifestazione. “Con questo gesto chiediamo la protezione di santa Rosa”, ha detto il presidente dell’ente, Armando Malèstamattina al santuario per rinnovare il gesto di devozione verso la Santa. Suor Francesca, guida delle suore francescane alcantarine a cui è demandata la gestione del complesso, ha espresso il suo compiacimento per essere parte attiva quest’anno a San Pellegrino in Fiore, che è entrato oramai a pieno titolo nella tradizione viterbese più radicata e profonda. “Per la prima volta – ha detto – entriamo nel circuito dell’evento. In questo modo vogliamo dare a tutti i visitatori che verranno a Viterbo per questa manifestazione, l’opportunità di visitare anche questo angolo di paradiso: il “Roseto di Rosa”ideato e realizzato da Daniele Cortese, vivaista di Viterbo molto devoto alla Santa, che ha voluto farle questo dono. Il roseto si trova all’interno del nostro chiostro, sarà possibile visitarlo nei giorni di San Pellegrino in Fiore dalle 9,30 alle 12, 30 e dalle 15,30 alle 18,30. Compongono il roseto ben 400 rose antiche e profumate. Insieme al chiostro si potrà visitare anche il complesso monastico appena restaurato grazie alla soprintendenza, e vedere, quindi, la sala Capitolare, la sala delle Colonne e la sala del Quattrocento. Siamo felici di essere quest’anno nel circuito di San Pellegrino in Fiore, invitiamo tutti a venire qui non solo per vedere il nostro magnifico roseto, ma anche per attingere le forze e sostare in un attimo di preghiera e raccoglimento”. “Rosa” è un nome legato a Viterbo anche per un’altra figura che ha segnato la storia della città,lasciando l’impronta di una personalità che si è levata al di sopra dello spirito del suo tempo. Si tratta di Rosa Venerini.Anch’essa contemplata nel percorso di San Pellegrino in Fiore con la visita al museo e all’antica chiesa a lei dedicati. In un’epoca in cui il cammino di una donna era segnato già dalla sua nascita, Rosa Venerini, dopo un periodo di sofferenza, preghiera e ricerca, fece una scelta del tutto fuori dall’ordinario per i suoi tempi. Aprì la prima scuola nel vero senso del termine per l’istruzione e la formazione cristiana delle giovani donne.Santa Rosa da Viterbo e Rosa Venerini, due donne fuori dal tempo, che per questo l’hanno segnato,due simboli della città,  racchiusi nel nome di un fiore che insieme a tanti altri ogni anno racconta non solo le bellezze architettoniche di Viterbo, ma anche il suo illustre passato proprio con San Pellegrino in Fiore. Il taglio del nastro della 33 esima edizione avverrà domani, sabato 27 aprile,alle ore 11 in piazza del Plebiscito. Saranno presenti, insieme ai rappresentanti dell’ente autonomo San Pellegrino in Fiore, il gruppo sbandieratrici e musici del Comitato Centro Storico, i figuranti de La Contesa, in costume medioevale, il corteo storico delle Famiglie Nobili viterbesi, i Musici e gli Sbandieratori dell’associazione culturale il Pilastro presente anche con gruppo in costume floreale “Le quattro stagioni”per Fiori e Fantasia.

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