«Si è continuato a discutere durante la seduta del Consiglio comunale di ieri il nuovo “piano del commercio del comune di Viterbo”.
E’ chiaro, ormai, – denuncia Massimo Erbetti, Consigliere comunale M5S – che il piano in questione è stato realizzato con pressapochismo e superficialità: un regolamento proposto dalla maggioranza come un viatico per il rilancio del commercio ma che presenta numerose lacune ed è soggetto ad ambigue interpretazioni.

Ieri il Consiglio si è soffermato a discutere del “Capo II” nel quale si tratta in particolare del Centro Storico e delle zone di tutela speciali.

Il regolamento nelle premesse si propone di fare da volano per l’economia del Centro ma, in realtà, di propositivo non ha proprio nulla. Esso prevede infatti, quasi esclusivamente restrizioni; paletti e contingentazioni delle licenze. Di incentivi economici si parla solo in termini di eventuali e remote possibilità. Niente di concreto, in quanto non ci sono al momento fondi destinabili specificatamente a questo argomento. Belle promesse , insomma.

E’ proprio in questa parte del piano poi , che si notano le maggiori disattenzioni, lacune e superficialità.
Un esempio per tutti è l’impossibilità di aprire una gelateria nel quartiere di San Pellegrino.
Niente licenza per due anni, almeno!

A meno che, chi volesse proprio investire in questo tipo di attività non si impegni ad aprire sia di mattina che di pomeriggio ma attenzione: la sera a letto presto – alle 22,00 massimo si deve abbassare la serranda, per cui viterbesi dimenticatevi un gelato ristoratore nelle calde sere d’estate.

Cioè bisogna trovare un imprenditore disposto ad aprire una gelateria le mattine di Novembre ma a chiudere alle 22.00 nei mesi estivi! Avremo sicuramente la fila per chiedere licenze di questo tipo.

Lo stesso vale per tutte le altre attività alimentari di tipo artigianale. Tutte!
Ed ancora si prevede un orario limitato di apertura serale per i bar ma non vale lo stesso principio per i ristoranti o le altre categorie di somministrazione di alimenti e bevande . NO, solo per i bar! Pertanto ci si potrà goliardicamente ubriacare in locali alterni: uno si ed uno no. Basterà leggere l’insegna e decidere.

Si fanno, poi, restrizioni orarie per i superalcolici. Non per gli alcolici in genere. Forse chi ha redatto il piano non sa che normativamente la differenza esiste.

Per non parlare del divieto di aprire un “Money Change” al centro. Ancora si capisce che non si ha contezza di quel che si scrive. Il money change è una attività di cambiavalute, si trova in tutte le città turistiche del mondo. Perché vietarla? Forse perché il nome somiglia tanto ai “money transfer”,che pare non incontrino la simpatia della giunta?

Si potrà, invece, aprire liberamente un Sexy Shop o un Centro Massaggi anche a Piazza San Lorenzo, o magari in Via Santa Rosa, si può dire di tutto a questa maggioranza ma, sicuramente, non la si può accusare di essere bigotta.

Con un certo disappunto abbiamo sentito in aula una consigliera di maggioranza affermare a gran voce che “In centro ci abitano solo quattro poveri vecchietti”.

Viene da pensare che si sia smarrito il senso dell’appartenenza alla stessa città.
Infine:
sottolineando che anche fra i membri della maggioranza c’è chi si è finalmente accorto che votando questo piano del commercio si rischia di “creare un mostro”, non ci resta che fare una considerazione: se volete gustarvi un bel gelato dopo cena a san pellegrino portatevi da casa sciroppi e zucchero… e aspettare che nevichi ad agosto!».