VITERBO – Un successo inaspettato quello delle due “Cene nel buio” organizzate dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Viterbo giovedì 14 e venerdì 15 maggio presso il ristorante “A Casa” di Viterbo! Quasi 150 persone hanno partecipato (e molte altre non hanno prenotato in tempo, per cui attendono una nuova occasione!) a quella che più che una cena è un evento a tutti gli effetti!

 

Anzi, come sottolinea Gerry Longo (l’unico concorrente affetto da patologia visiva che ha partecipato al reality di Canale 5 “Grande Fratello 9”) che dal 2007 organizza questi incontri: “si tratta di un’esperienza che aiuta a scoprire i quattro sensi solitamente sminuiti nelle loro potenzialità poiché sopraffatti da quello dominante della vista”.

 

Novità assoluta a Viterbo, questa a cena ha sorpreso tutti i partecipanti che non avrebbero mai immaginato di poter gustare pietanze e colloquiare con i commensali del proprio tavolo, totalmente avvolti nel buio… quello vero! Già, perché Gerry Longo, da quando ha deciso di dedicarsi (al di là dell’attività lavorativa che svolge) alla realizzazione di questi eventi, cura (come dice lui stesso) con “meticolosità maniacale” la regia e logistica delle cene in cui il buio deve essere assoluto! “In questi anni – sottolinea – ho formato specificatamente dei “tecnici del buio” in grado di strutturare negli ambienti in cui si cena l’oscurità totale, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della serata”… “In questa occasione” – avvisa Cinzia, una delle hostess che prepara il pubblico all’ingresso in sala – “cerchiamo di condurvi ad un nuovo livello di consapevolezza dei vostri sensi e questo si può realizzare nel buio totale. Dunque, occorre eliminare ogni possibile fonte di luminosità compresa quella generata da orologi con lancette fluorescenti e cellulari che invitiamo a togliere e spegnere per evitare possibili distrazioni che comprometterebbero i risultati costruttivi che possono ottenersi con questa esperienza”.

 

L’altro aspetto che ha stupito è che fanno parte dello staff anche dei camerieri non vedenti che oltre a servire con disinvoltura e professionalità ai tavoli, aiutano i partecipanti a vivere questa serata nel modo più completo e sereno ribaltando atteggiamenti e pensieri che solitamente li accompagnano. “Ciò che desidero suscitare in chi viene a questa cena, ed ecco il motivo per cui parlo di cena NEL buio e non di cena AL buio, è la consapevolezza delle proprie potenzialità sensoriali quando si viene inseriti nel contesto tipico dei non vedenti… non si tratta tanto di capire o compatire il disagio di noi ciechi, quanto di esperire la personale forza sensoriale tramite le potenzialità di chi ha questo disagio e che è lì a servire.” Alla cena si incontrano due mondi che nella convivialità interagiscono, trasferendosi reciprocamente emozioni e strategie in una dimensione, quella del buio, in cui il significato delle relazioni, delle cose e del tempo mutano grazie ad un uso più consapevole dei sensi. Tant’è che nel corso della serata vengono proposti anche giochi ed esperienze per focalizzare e ri-conoscere la bellezza del toccare, gustare e odorare favoriti dalla totale mancanza di luce che viene assolutamente “preservata” dall’inizio alla fine della cena: infatti, i commensali lasciano la sala senza poterne vedere allestimento e logistica tranne che per l’immagine mentale che si sono fatti nell’esperienza vissuta attraverso gli altri sensi. D’altronde, come sottolinea Gerry, “la cena nel buio, non la si può raccontare, né spiegare: bisogna viverla!”. E, come ha precisato uno dei presenti prima di andare via, “Almeno una volta nella vita, bisogna fare questa esperienza!”.

 

Non meno entusiasti e sorpresi gli stessi promotori dell’iniziativa, i Soci dell’UIC di Viterbo, che al di là della soddisfazione per la riuscita dell’evento hanno partecipato attivamente (in primis Elena Dominici, Presidente della sede viterbese) all’evento collaborando con lo staff di Gerry nell’accompagnare e “coccolare” i partecipanti durante la serata ed instaurando quel fondamentale legame di fiducia che permette di vivere con serenità e sicuro arricchimento interiore questa esperienza.

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