Nel pomeriggio di ieri Usb è scesa in strada a Castel d’Asso, appena fuori dalle campagne, in solidarietà all’attacco ricevuto dai colleghi Cgil

Usb conosce bene qal’è il clima di intimidazione che si vive nella zona, da più di un anno infatti effettua banchetti e volantinaggi per informare i lavoratori, in prevalenza migranti, dei loro diritti e delle misure di sicurezza. Dopo i primi tentativi nella zona di Castel d’Asso e delle ex Terme Inps, Usb ha scelto di spostarsi nel centro urbano, nei punti di ritrovo dei braccianti. Un piccolo stratagemma per non esporre i lavoratori, che appena fuori dai campi veniva controllati ed erano obbligati a non fermarsi per non essere poi vessati sul lavoro.
Questo ha permesso di incontrare decine di braccianti che hanno testimoniato come le loro giornate lavorative vadano dalle 10 alle dodici ore al giorno, nonostante contratti di 20 ore settimanali. I datori non mettono in atto nessuno dei loro obblighi per la salute e sicurezza, non esistono mascherine, cuffie né protezione dai raggi solari. I braccianti sono costretti a guidare mezzi agricoli senza aver ricevuto alcuna formazione e senza avere il necessario patentino, privi così di qualsiasi risarcimento in caso di infortunio.
L’Usb ha portato queste tematiche in due tavoli specifici con gli organi preposti al controllo, confrontandosi con l’Ispettorato e la Asl sulle misure operative e concrete da mettere in atto sul territorio.
La possibilità per i braccianti di essere informati e confrontarsi senza esposizioni ha portato le prime forme di organizzazione, tanto che ad oggi sono propri i migranti a sostenere e partecipare ai volantinaggi e ad aver scritto il volantino che viene distribuito.

Ieri Usb è tornata nella zona di Castel d’Asso, appena fuori i campi, esprimendo massima solidarietà ai sindacalisti Cgil, cacciati dai proprietari terrieri, durante il loro primo volantinaggio.
Il sindacato ha espresso anche la propria partecipazione ad una possibile manifestazione unitaria fra le forze attive sul territorio, ipotesi nata al Tavolo contro lo sfruttamento, promosso dall’Arci, di cui Usb fa parte.