«La maggioranza di destra, insediata al Comune di Viterbo da tre mesi, – scrive Laura Damiani di Lavoro e Beni Comuni –  ci sta facendo assistere a pochi, ma discutibilissimi provvedimenti, che se non fossero anche preoccupanti, avrebbero del lunare».
«Infatti – prosegue damiani – i suoi esponenti – tra una simpatica rinfrescatina nelle fontane storiche, un abuso del ruolo di Assessora, una messa all’indice dei poveri (sì avete capito bene, NON della povertà), il Daspo urbano per gli emarginati (avete capito bene, non per i branchi di violenti autori di pestaggi notturni o per i fasci imbrattatori di muri etc.), la zelante e propagandistica passeggiata del 3 settembre col ministro dell’Inferno – hanno inventato la riapertura al traffico di via San Lorenzo, l’unica che attualmente è libera dal traffico veicolare nelle ore centrali della giornata.

Si comprova in tal modo, se mai occorressero ulteriori conferme, la connotazione regressista di coloro che governano, purtroppo, anche a Viterbo. Il consigliere Santucci sta mantenendo la promessa elettorale di cancellare la piccolissima ZTL istituita dalla giunta Michelini, a beneficio (?) dei commercianti la cui attività insiste lungo la strada, i quali, evidentemente, ora vanno all’incasso e premono sulla decisione in atto.

Via San Lorenzo è la via stretta che conduce al cuore medioevale e monumentale di Viterbo, per il transito dei residenti e di chiunque, turista e non, intenda passeggiare in pace senza rischiare di essere investito da macchine e motorini: anche questa è sicurezza, assessori, o no? Purtroppo sono molti, troppi, i casi di cronaca di incidenti, l’ultimo registrato sabato, per un grave investimento ai danni di un giovane.

Alla luce del fatto, assodato, che in Italia i centri storici sono pressoché tutti chiusi al traffico da una trentina di anni (perché basta un po’ di serietà e di capacità per accorgersi che quello del traffico urbano è un problema non più rinviabile e che risolverlo significa salvare l’aria e la vivibilità stessa dei centri storici), a Viterbo si assiste da decenni a una penosa pantomima da parte di tutte le amministrazioni inette o colluse che si sono succedute e che non sanno far altro che un passetto avanti e dieci indietro.

Noi del Comitato Lavoro e Beni comuni crediamo sia inaccettabile lo spettacolo di un’operazione così sfacciatamente clientelare, e vorremmo ricordare a Santucci che un amministratore serio e responsabile non può e non deve preoccuparsi di una sola categoria, ma dell’intera comunità. Peraltro, l’idea che dalla riapertura, ad es. di quella via, deriverebbero dei vantaggi economici e lavorativi è tutta da dimostrare: siamo convinti piuttosto che permettere di arrivare con l’auto fin sulla soglia di un negozio crei intralcio alla circolazione e quindi finisca per danneggiare il commercio; instaurare una diversa prassi andrebbe invece a vantaggio di tutti.

Quella della regolamentazione del traffico (che non vuol dire chiusura indiscriminata del centro, ma costruzione di un piano tecnicamente fondato) è una normale esigenza di civiltà. E noi riteniamo prioritario – come da nostro programma, sempre valido – un vero risanamento del centro, che metta al bando il traffico veicolare privato e favorisca la buona pratica dell’andare a piedi, dell’uso del trasporto pubblico con navette elettriche, car sharing e bike sharing, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la creazione di aree verdi attrezzate, un’adeguata illuminazione, la pavimentazione delle strade e un’urgente derattizzazione.
Vanno favorite e incentivate le piccole attività artigianali e commerciali con i negozi di vicinato, combattendo il monopolio dei Centri Commerciali, luoghi di autentica alienazione e sfruttamento del lavoro. Una Città deve funzionare a più livelli e il diritto di viverci non può essere negato a nessuno».

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