VITERBO – Con riferimento agli articoli di stampa pubblicati di recente su alcune testate giornalistiche, la Prefettura e la Questura reputano opportuno fare alcune precisazioni.

L’indagine sulla qualità della vita nelle province italiane presentata da ItaliaOggi, rappresenta un completo studio statistico sulla qualità della vita e consente di coglierne numerosi aspetti sul territorio delle province italiane. Da uno studio condotto dal Dirigente la Divisione Anticrimine della Questura Dr.ssa Marina CONTINO è emerso che la stessa ha una architettura caratterizzata da nove dimensioni d’analisi (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita), 21 sottodimensioni e un elevato numero di indicatori di base che consentono di investigare in maniera approfondita i molteplici aspetti in cui la qualità della vita si articola nelle province italiane.

Va tuttavia detto, almeno per quello che concerne l’andamento della delittuosità, che la forma di pubblicizzazione dell’interessante elaborato è apparsa subito fuorviante.

I diversi articoli di stampa locale, infatti, parlano tutti di province italiane in cui la qualità della vita risulta scarsa nel 2016. In realtà l’analisi è stata effettuata sui dati inerenti alle denunce presentate dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria nell’anno 2014, quindi ben 2 anni fa, raffrontate con l’analogo periodo dell’anno precedente.

I calcoli statistici effettuati per elaborare la graduatoria utilizzano come termine di paragone la popolazione residente e successivamente parametri di ricalcolo dei dati basati su coefficienti matematici che, seppur esatti scientificamente, si trasformano in aggravanti per realtà provinciali di piccole dimensioni come la nostra provincia. Infatti allo “scivolone” generale di Viterbo in termini di criminalità, non corrisponde un uguale numero di delitti commessi.

La posizione che la provincia assume in graduatoria non rende giustizia all’andamento sempre migliore che hanno i dati nel tempo.

I dati statistici mostrano infatti un evidente diminuzione dei delitti segnalati all’A.G. sin dal 2013 e sia per il numero complessivo -7,73% nel raffronto 2013-2014, che per i delitti che più destano allarme sociale o comunque suggeriscono un senso di insicurezza maggiore quali furti, che nel 2014 diminuivano di circa il 2% e le rapine, oltre l’8% in meno.

Pertanto, sarebbe opportuno specificare in modo più chiaro che i dati si riferiscono innanzi tutto a rilevazioni effettuate ben 2 anni fa e che tali graduatorie subiscono l’influenza di numerose altre variabili matematiche che giunte ad un comune lettore in modo inappropriato possono influenzare negativamente il grado ed il tipo di informazioni a disposizione del cittadino e, quindi, condizionano la sua capacità di giudizio diffondendo un messaggio di insicurezza del tutto inopportuno,e che vanifica lo sforzo effettuato da tutte le componenti dell’apparato sicurezza, sforzo confermato, peraltro, anche dal mero conteggio delle denunce trasmesse all’Autorità Giudiziaria.

Paradossalmente, quindi, a fronte di un apparato repressivo che appare efficace, questo studio rischia di far sentire i cittadini di Viterbo meno sicuri.

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