Nel corso di una significativa cerimonia all’interno della Basilica della Madonna della Quercia il Sindaco Giovanni Arena e il Vescovo Lino Fumagalli, alla presenza delle autorità civili e militari della città, sbandieratori e musici, in una chiesa piena nel rispetto delle norme di sicurezza dettate dal contrasto al Covid-19, hanno rinnovato la firma del Patto d’Amore.

Tutto è avvenuto sull’altare davanti alla tegola con l’immagine della Vergine Maria con in braccio il Bambino Gesù dell’artista Martello detto Monetto, fatta dipingere nel 1417 dal Maestro Battista Juzzante, fabbro ferraio viterbese, che l’appese su di una quercia, che stava ai bordi di una sua vigna, accanto alla strada che da Viterbo andava verso Bagnaia e lì vi rimase per circa 50 anni.

È un gesto simbolico ma importante, non solo per Viterbo e i suoi abitanti, anche per tutta la Tuscia che ricorda il miracolo della scomparsa della peste.

A causa delle restrizioni non si è potuta svolgere la processione delle confraternite e del clero di tutta la Tuscia che abitualmente partendo da Viterbo giungeva a La Quercia.

Questa tradizione nasce nel 1467 quando, durante i mesi di Luglio e di Agosto, la peste sconvolse tutto l’Alto Lazio.

Niccolò della Tuscia scrisse: convennero intorno all’albero di quercia sopra il quale era stata posta nel lontano 1417 la tegola con la figura della Madonna, circa 14 Paesi con tutti i loro Disciplinati (Confratemite) e fanciulli ignudi, frustatori, uomini e donne, tra i quali convenne la Comunità di Toscanella con più di 100 frustatori, e gli Anziani con tutto il popolo, uomini e donne e fanciulli e portarono un cero grande con 25 ducati e l’arte dei Mercanti di Viterbo, Caprarola, Carbognano, Bassano, Soriano, Civitella, Bagnaia, Bomarzo, Vetralla, Lugnano, Canepina, con altre Comunità che furono circa 14 con tutto il loro popolo e Preti e furono stimati in 30.000 e in più vi erano i viterbesi ed altri popoli …”.

“Il 25 Agosto – racconta sempre Niccolò della Tuccia, la peste cessò e il popolo decise di fare una grandiosa processione di ringraziamento e i Priori Viterbesi ne chiesero il permesso al vescovo Pietro che autorizzò anche il culto alla Vergine ormai da tutti chiamata Madonna della Quercia.

Il 20 Settembre del 1467 si ricorda la prima processione denominata “PATTO D’AMORE”.

Al termine della cerimonia il Vescovo Lino Fumagalli e il Sindaco Giovanni Arena hanno acceso due lampade votive perenni, che illumineranno, con la loro fiammella, i due lati dell’altare maggiore, per ricordare la devozione verso la Madonna della Quercia.