Scandalo rifiuti, il Comune si mobilita: “Pronti a una Commissione d’inchiesta amministrativa”

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – E’ una terza Commissione accesa quella che va in scena mercoledì pomeriggio in via Garbini. Lo scandalo che ha coinvolto dirigenti e impiegati del Comune nell’affaire rifiuti è ancora fresco e influenza gli animi dei convenuti.

 

Alla presenza dell’assessore all’igiene urbana Andrea Vannini, il consigliere Vittorio Galati mette subito sul piatto la questione: “Ben prima dei fatti accaduti nella giornata di martedì avevo posto all’assessore richieste di semplice fattura, come l’aggiornamento sulle attività di spazzamento delle strade. Mi fu risposto che le mie questioni creavano un inutile allarmismo; dopodiché, nemmeno a farlo apposta, è successo quello che tutti sappiamo. Quel che è certo è che, a mio avviso, il servizio di controllo doveva essere rafforzato a tempo debito. Alla luce di ciò, torno a porre all’assessore alcune questioni: quante persone lavorano per Viterbo Ambiente? Ci sono cooperative a supporto? Quanti dipendenti lavorano a tempo determinato e quanti a tempo indeterminato? Vogliamo avere dati certi in mano, compresa la data di assunzione degli stessi”.

 

Ma l’assessore Vannini, incalzato veementemente anche dal consigliere Santucci relativamente all’entità delle somme pagate da Viterbo Ambiente in merito alle sanzioni ad essa comminate (96mila euro tra novembre e dicembre 2014) non può che rispondere in maniera generica. “ Sui punti sollevati dalla Procura – afferma – non intendo entrare, così come non risponderò in merito a quanto avvenuto con chi mi ha preceduto in questo assessorato. Alle questioni dei consiglieri, invece, non posso rispondere in maniera completa, poiché non dispongo dei documenti necessari, essendo questi stati sequestrati mercoledì dagli inquirenti. L’unica cosa che posso dire è relativa al rapporto con Viterbo Ambiente. Quando fui nominato assessore ero di fronte a un bivio: rescindere il contratto o migliorare lo stesso. Decisi così di mettermi al lavoro insieme ai miei collaboratori, raccogliendo prima, e mettendo in atto poi, tutti gli elementi necessari per il miglioramento.

 

La seduta si scalda. “L’assessore – sbotta Santucci – ci sta raccontando degli aspetti che non non abbiamo chiesto. Il punto centrale della questione è che, nel corso degli ultimi mesi, abbiamo posto una lunga serie di domande a cui però nessuno ha mai risposto.

 

Nel novembre scorso – prosegue Santucci – la minoranza aveva contestato il contratto con Viterbo Ambiente e la sua applicazione. Il problema era che la società non collaborava e che preferiva pagare le esigue sanzioni piuttosto che adempiere al meglio a quanto riportato nel contratto. Si disse allora che ci si sarebbe adoperati per la risoluzione del contratto ma, da novembre ad oggi, la situazione non è cambiata, almeno ufficialmente”.

 

La replica di Vannini non si fa attendere: “Ribadisco. Avevo optato per un miglioramento del contratto, mettendo in essere alcune migliorie. Certo è che, se le cose dovessero rimanere come sono adesso, non esiterei un attimo a farmi da parte. Se avrò la possibilità di migliorare il servizio resterò, diversamente lascerò l’incarico”.

 

Ma le problematiche, sebbene necessitino di un lungo periodo per scomparire quasi del tutto, hanno in ogni caso bisogno di un intervento immediato. “Abbiamo chiesto – afferma la consigliera Chiara Frontini – un consiglio ad hoc sul tema, in modo da poter discutere della vicenda cercando soluzioni condivise. Nel caso in cui si debba aspettare l’elezione del nuovo presidente, propongo un consiglio comunale in seduta aperta, in modo da anticipare i tempi.

 

Nel contempo – prosegue Frontini – siamo felici che l’assessore concordi con noi sulla necessità di una Commissione d’inchiesta amministrativa finalizzata a fare chiarezza. Ritengo infatti che i consiglieri debbano prendersi le proprie responsabilità a fare quanto possibile per favorire la trasparenza in merito a tale vicenda”.

 

Non mancano in ogni caso ulteriori interrogativi, come quelli formulati dal consigliere di Forza Italia, Giulio Marini: “Quando è stato ripristinato il servizio di spazzamento meccanico interrotto per motivazioni di natura tecnica? Per quale motivo è stato revocato l’avviso pubblico atto a individuare una figura che monitorasse il regolare svolgimento del contratto? E soprattutto, la maggioranza era consapevole dei contenuti del piano finanziario di Viterbo Ambiente quando lo ha votato?”

 

Tra i tanti punti interrogativi spicca anche quello, emblematico, del consigliere Quintarelli: “Mi chiedo a questo punto come si possa continuare a riporre piena fiducia nell’operato dei dirigienti”.

 

Le interpretazioni non mancano. Nel contempo, però, c’è anche chi, come il capogruppo di Oltre le Mura, Maurizio Tofani, riflette sull’opportunità di rescindere il contratto con Viterbo Ambiente. “Se l’amministrazione decidesse di rompere con la ditta – fa riflettere – ci troveremmo in un contenzioso che non possiamo prevedere dove ci condurrà. Questo, ovviamente, rende la scelta politica molto ardua”.

 

Certo è che, a prescindere dai risvolti che prenderà tale vicenda, da oggi in avanti, come sottolineato dai consiglieri Frontini e Grancini, ognuno di noi dovrà stare con gli occhi bene aperti e pregare di non essere sommerso da cumuli e cumuli di rifiuti.

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