“Per non lasciarti andare”, in arrivo il nuovo e coinvolgente libro di Danila Antonaci

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Un viaggio nei ricordi e nelle emozioni che questi sono in grado di suscitare. Un flusso di coscienza di impronta proustiana attraverso cui l’autrice fa rivivere la figura di suo padre, riportando alla memoria aneddoti, pensieri e avvenimenti ad egli legati. Tutto questo è “Per non lasciarti andare”, opera scaturita dalla penna di Danila Antonaci (foto), scrittrice viterbese giunta alla sua seconda pubblicazione dopo il successo ottenuto con il romanzo “Il Mare d’Inverno”.

 

Il libro, pubblicato dalla casa editrice Davide Ghaleb, rappresenta una biografia a cuore aperto di Luigi Antonaci (padre della scrittrice), raccontata con emozione e coinvolgimento da sua figlia con l’intento di mantenerne vivo il ricordo.

 

Un’opera di indiscusso spessore, quella di Danila Antonaci, che OnTuscia.it ha voluto presentare in anteprima ai propri lettori attraverso un’intervista all’autrice del libro.

 

Come è nata l’idea di cimentarsi nella sua seconda fatica letteraria?
“Il libro nasce dalla volontà di ricordare e onorare mio padre, morto a causa di un tumore nell’agosto del 2012. Non essendo credente ho infatti ritenuto che l’unica possibilità di farlo continuare a vivere accanto a me fosse la stesura di un libro incentrato proprio sulla sua figura. Nel far ciò mi sono basata esclusivamente sulle emozioni e sulle sensazioni che, di volta in volta, il suo ricordo mi suscitava”.

 

Trasferire su carta i ricordi legati a suo padre non deve essere stato facile…
“Effettivamente, dare un’ordine a quello che definisco un viaggio nella memoria, non è stato propriamente semplice. Ho iniziato a lavorare a questo libro tre anni fa, ma solo lo scorso aprile sono riuscita a dare un’impronta definitiva ad un’opera che, in fase di realizzazione, è stata interessata da continue aggiunte di particolari generate da un sovente riaffiorare dei ricordi. Un lavoro lungo, certo, ma a mio avviso assolutamente necessario per poter riportare nel libro quanti più dettagli possibili”.

 

Che uomo era Luigi Antonaci?
“Mio padre era un uomo del sud che, come molti altri suoi coetanei, lasciò la terra d’origine in cerca di un’occupazione. Un tema, questo, che riporta alla mente l’attuale questione dell’emigrazione, che ho avuto modo di trattare anche nell’opera con particolare riferimento ai giovani. Tornando a mio padre, egli si trasferì a Milano all’età di 10 anni e lì iniziò a lavorare. Ed è proprio il tema del lavoro a costituire una della parti più significative del libro. Per mio padre, infatti, il lavoro era una vera passione; oltre a rappresentare un mero strumento di guadagno, il lavoro, secondo la sua visione, consentiva infatti all’essere umano di acquisire la propria dignità all’interno di questo mondo”.

 

Milano e poi, nel corso degli anni, il trasferimento a Viterbo…
“Sì, il trasferimento a Viterbo, luogo in cui mio padre ha proseguito ad operare nel campo del commercio intraprendendo diverse attività. Da calzolaio, passò a lavorare nella Pasticceria Santa Rosa, per poi gestire l’ormai ex sala giochi di Via della Pila. Ed è proprio in quest’ultima esperienza lavorativa che mio padre ha palesato al meglio tutto il suo amore per la vita e il suo profondo odio per la tristezza, ostentando una spiccata ed innata spontaneità nell’interloquire con i tantissimi giovani che all’epoca frequentavano il locale”.

 

Che sensazioni susciteranno nel lettore le pagine da lei scritte?
“Ho fatto leggere il libro in anteprima ad alcune persone e devo dire che i commenti sono stati decisamente positivi; mi è stato detto che le pagine si leggono piacevolmente e che i personaggi arrivano dritti al cuore, tanto è autentica la loro descrizione. Ovviamente auspico che le stesse sensazioni possano essere suscitate nei futuri lettori di questa mia seconda opera”.

 

Non resta dunque altro che attendere l’uscita del libro, che sarà preceduta da una presentazione ufficiale in programma sabato 17 ottobre, alle ore 17, presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo.

 

Per non lasciarti andare

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