«Ma la sicurezza in questa città funziona a fasi alterne? Ci sono fatti di cronaca nera e fatti di cronaca un po’ meno nera? Come mai in, alcuni casi si chiedono fiaccolate e in altri invece no? Come mai alcuni crimini ci fanno più paura di altri? Ma è realmente così? No non è così, i cittadini hanno paura sempre, per ogni crimine commesso.

È la politica invece ad indignarsi ad intermittenza, – commenta Massimo Erbetti, Consigliere comunale M5s – in alcuni casi prima ancora di avere notizie certe sugli autori del misfatto e ovviamente molto prima della conclusione delle indagini della magistratura, si mette in moto l’indignazione, in altri invece non accade. Sui quotidiani i titoloni in prima pagina, con in grassetto la nazionalità dei colpevoli, permangono giorni e giorni , con foto e biografie dettagliate . Rincarando la dose di questa paura selettiva. Esempio tipico di questo modo di ragionare è la triste vicenda dell’omicidio di via San Luca, per due giorni almeno si sono susseguite notizie, sui quotidiani e sui social media, di un pericoloso “uomo nero”, “uno straniero” autore del crimine . Poi però vien fuori che l’omicida è statunitense e allora sembra che faccia un po meno paura. Le vicende di criminalità del quartiere multietnico di San Faustino (definito ghetto perfino dalla amministrazione comunale) sono note a tutti. A tutti, proprio perchè se ne fa un gran parlare ovunque . Chi non ne conosce nemmeno l’esatta ubicazione viene informato giorno per giorno di ciò che avviene in quella zona. Tramite passaparola o sfogliando giornali e notiziari online. E’ anche questo un dato di fatto.Ma ecco che, quando la cronaca nera vede protagonisti in negativo dei cittadini viterbesi o comunque italiani, tutto magicamente viene messo prima in discussione (ma sarà vero?) poi analizzato attentamente ed infine messo in stand-by vabbè, aspettiamo che si arrivi al processo:

Duplice omicidio di S.Lucia. Assassino italiano. Figlio delle vittime.

L’omicidio di via del suffragio vede finire in carcere un italiano.

Lo stupro dell’Old Manners ha come colpevoli due ragazzi della Tuscia.

Sotto processo per omicidio, quello di Ronciglione, un italiano

Di ieri la notizia dell’arresto di due viterbesi quali autori dell’aggressione in via della Pettinara . Tentato omicidio e rapina. Autoctoni e bianchi , entrambi. In ultima analisi vien da pensare se non si voglia in qualche modo esorcizzare la paura che abbiamo dei mostri di casa nostra, cercando disperatamente di trovare un colpevole di tutti i mali della città fra quegli stranieri che tanto ci intimoriscono per la loro diversità. Non prendiamoci in giro, ce ne sono di delinquenti anche fra noi, dare per scontato che ci siano criminali solo fra gli stranieri, beh, è un pò da codardi, anche perché i mostri in casa nostra, li abbiamo eccome. Il problema non è chi commette il crimine, ma il crimine stesso, i cittadini chiedono più sicurezza, i cittadini hanno il diritto di sentirsi sicuri sempre, non a giorni alterni, dove sono tutte le telecamere promesse? Dove sono quelle promesse dopo l’omicidio Fedeli? È mai possibile che i criminali vengano sempre individuati tramite le telecamere di esercizi privati? Dove sta il maggiore controllo del territorio? Ma cosa più importante dove sta l’indignazione della politica per l’ultimo efferato fatto di cronaca nera? Mi appello al Sindaco e alla politica tutta, affinché si esprimano con con forza contro quest’ennesimo atto di criminalità sia con le parole, sia con i fatti».

 

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