La sostenibilità aiuta le imprese agricole a crescere, rendendole più innovative, competitive e migliorando la qualità dell’occupazione. Più di un’azienda del settore su tre (41,2%) nel Lazio è particolarmente sensibile e impegnata su questo tema. E questa attenzione, per una quota consistente di imprese nella regione esce ulteriormente rafforzata dalla pandemia che ha impresso significativi cambiamenti alla cultura aziendale e dato nuovo significato ad obiettivi e politiche sostenibili.

Sono questi i principali risultati, relativi al Lazio, del primo Rapporto AGRIcoltura100 – promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved – che ha indagato l’impegno delle aziende agricole italiane nei diversi ambiti della sostenibilità.

Tra le aziende premiate c’è anche la Società Agricola Cupidi Alessio e Leonardi Roberta S.S. di Gallese (VT).

AGRIcoltura100 è un progetto pluriennale nato per monitorare e valorizzare il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile dell’Italia e alla sua ripartenza dalla crisi del Covid-19. La prima edizione ha visto la partecipazione di ben 1.850 imprese agricole di tutti i comparti produttivi e le regioni d’Italia.

Il modello di analisi ha elaborato i dati di 234 variabili e prodotto per ogni azienda 17 indici per altrettanti ambiti di sostenibilità, raggruppati in 4 aree: E (Environment – Sostenibilità ambientale); S (Social – Sostenibilità sociale); G (Gestione – Gestione dei rischi e delle relazioni); D (Development – Qualità dello sviluppo). Sulla base dei dati raccolti è stato attribuito a ogni partecipante l’Indice AGRIcoltura100, che misura il livello di sostenibilità dell’impresa agricola. Le aziende ricevono inoltre un servizio riservato di assessment di sostenibilità, che permette di valutare i risultati raggiunti e le aree di miglioramento, supportando così il loro impegno per diventare più sostenibili e competitive.

L’agricoltura del Lazio si dimostra un settore d’avanguardia in tema di sostenibilità: il 14,2% delle imprese ha infatti un livello di sostenibilità alto e il 27% medio-alto.: quasi un’impresa agricola su tre (30,5%) nel Lazio ha un livello di qualità dell’occupazione alto o medio-alto, ed è quindi impegnata nell’offrire rapporti di lavoro stabile e di qualità, facilitando l’accesso e la formazione dei giovani e sostenendo il lavoro delle donne, con iniziative di tutela dei diritti e conciliazione vita-lavoro.

Dati significativi anche in tema di innovazione, dove oltre un’impresa su tre (38,5%) ha un livello alto o medio-alto, correlato positivamente con lo standard generale di sostenibilità.

Mettendo a fattor comune qualità dell’occupazione, competitività e innovazione, emerge che ben il 37,9% delle imprese agricole nel Lazio ha un indice di qualità dello sviluppo alto o medio-alto, e anche in questo caso traspare la robusta correlazione con l’Indice AGRIcoltura100. Pertanto: le imprese con un livello elevato di sostenibilità sono anche più sostenibili sotto il profilo economico: hanno una migliore qualità dell’occupazione (più lavoro continuativo, più donne e più giovani), sono più competitive e innovative. Investendo nella sostenibilità, dunque, le imprese agricole generano un impatto positivo sull’ambiente e la società e insieme rafforzano il proprio business e la capacità competitiva.