La sensibilità e la giustificata preoccupazione legata alla diffusione del virus può portare a eccessi o comportamenti quantomeno discutibili. Il rapporto tra diritto alla privacy e tutela della salute pubblica è un tema quanto mai complesso e dibattuto.

Questa volta a farne le spese è una famiglia di Montefiascone, titolare di una attività commerciale. I due titolari, coniugi, hanno scoperto di essere positivi al virus nel pomeriggio di ieri. Già da mercoledì scorso erano in quarantena volontaria, dopo la manifestazione dei primi sensibili.

Successivamente hanno chiuso l’attività commerciale per tutelare la salute e l’integrità dei clienti e dipendenti, come per altro specificato in una comunicazione.

Prima dell’esito del tampone, come fa sapere un famigliare, erano state avvertite già tutte le persone con le quali c’era stato contatto. “Il tampone è stato fortemente voluto non tanto per le situazioni cliniche, per fortuna mai preoccupanti, ma perché lavorando in un settore molto delicato, dovevamo essere sicuri per tutelare tutti , sia i dipendenti che i clienti”. Il negozio è stato chiuso in via cautelativa secondo il protocollo. La famiglia fa sapere che dottori e forze dell’ordine non hanno potuto rilevare comportamenti anomali o discutibili rispetto alla gestione della situazione. “L’unico errore è stato non pubblicare la notizia sui social ma non è stato fatto con malizia perché i possibili interessati erano stati tutti avvisati”, osserva amaramente un famigliare dopo gli attacchi ricevuti da organi di informazione.