VITERBO – “Il Presidente Zingaretti e il sindaco Michelini hanno firmato a fine luglio 2017 un patto d’intesa per il rilancio delle terme ex Inps, chiuse ormai dal 1992.
Raccontare la storia della gestione dell’acqua termale a Viterbo è sicuramente complesso, fatta di sentenze e occasioni fallite, che non hanno favorito il rilancio di Viterbo come città termale, mancando di fatto una grande possibilità di crescita e sviluppo per tutto il territorio. Oggi l’unica strada percorribile individuata è una gestione privata piuttosto che pubblica, anticipata con l’approvazione della Legge Regionale n° 1 del 2014, che al comma 2 dispone di affidare al Comune di Viterbo il complesso immobiliare delle Terme ex Inps per poi assegnarlo in concessione a un soggetto privato individuato tramite procedura a evidenza pubblica.

Con il patto d’intesa, la Regione e il Comune hanno stanziato circa 40.000 euro per individuare tramite procedura a evidenza pubblica un advisor incaricato di elaborare il progetto di fattibilità per il rilancio dell’impianto ex Inps che, oltre a individuare le potenzialità e le criticità dello stabilimento, deve necessariamente stabilire i limiti concessi per l’utilizzo dell’acqua termale, risorsa non esauribile, e che anni di inadempienza politica hanno sicuramente peggiorato, permettendo un abuso spasmodico da parte di terzi.

Una volta che l’advisor avrà portato a termine il progetto, tramite bando pubblico le società private interessate potranno concorrere al rilancio delle ex terme Inps, avendo anche cura di rispettare i limiti presunti dal professor Piscopo dell’Università degli Studi della Tuscia, dipartimento di Scienze Ecologiche e Ambientali, a seguito dei suoi studi per la salvaguardia e lo sfruttamento dell’acqua termale.

La firma del protocollo tra regione e comune è sicuramente un passo fondamentale, che appunto si richiedeva da anni, ma noi di Leu Viterbo sulla questione abbiamo qualche perplessità.

Innanzi tutto ci chiediamo come mai il Presidente Zingaretti e il Sindaco Michelini abbiano temporeggiato così tanto per arrivare ad un accordo, che rischia di rimanere sulla carta se il progetto individuato dall’advsor non venisse messo a bando prima della fine del mandato della giunta Michelini. Se così fosse, si brucerebbe ancora una volta la possibilità di crescita e di promozione del nostro territorio stesa in un progetto da 40.000 euro, che finirebbe dimenticato in un cassetto, e questo non lo si può davvero permettere”.

Rosella Chiusaroli
Candidata LeU al consiglio regionale del Lazio.

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email