«Il Comitato d’azione civile di Viterbo, dopo la Leopolda 10, ha aperto la fase di adesione a Italia Viva che, per vanificare il ruolo dei signori delle tessere, avviene rigorosamente e solamente online. Sono già numerose le adesioni ed è con piacere che salutiamo l’arrivo di Angelo Allegrini, il primo segretario provinciale del PD che, oltre ad aderire convintamente, ha lanciato un appello per contribuire a rendere forte la nuova organizzazione politica Italia Viva, invitando ad aderire chiunque abbia a cuore le sorti del riformismo in Italia.

A breve, anche in città ed in provincia, il nuovo partito, voluto da Renzi, acquisirà una struttura organizzativa capace di incidere nello sviluppo sociale, culturale ed economico della Tuscia che non merita il livello di degrado e d’incuria nel quale è sprofondata. I Comitati di Azione Civile di Viterbo e Civita Castellana, insieme a iscritti e simpatizzanti si incontreranno con la Consigliera regionale di Italia Viva, Marietta Tidei per discutere e decidere come meglio strutturarsi al fine di incidere da subito nel dibattito politico. La novità che Italia Viva intende affermare è che tutti gli assetti organizzativi, come stabilito dalla Carta dei Valori, saranno composti da un uomo ed una donna.

Nel frattempo continua il lavoro per organizzare in tempi brevi due iniziative politiche con esponenti di primo piano di Italia Viva. Una più politica, con Teresa Bellanova, che però, visto il ruolo che ricopre nella compagine di governo non si esimerà dall’entrare nel merito delle questioni relative all’agricoltura locale. Viterbo è provincia a forte componente agricola e al centro del dibattito intendiamo porre le questioni inerenti la preservazione e la valorizzazione di questa vocazione . Riteniamo di poter offrire spunti che mettano al centro la qualità dei processi e delle produzioni, favorendo le buone pratiche , a cominciare da: 1)l’approccio che favorisca le attività agricole e combatta l’uso dei terreni per altre finalità, come la realizzazione di impianti fotovoltaici piegati alla rendita finanziaria piuttosto che alla redditività ed alla occupazione in agricoltura.

2) il rischio dell’espansione abnorme della monocoltura della nocciola che favorisce la subalternità produttiva/economica, oltre agli effetti sul versante paesaggistico, della tutela della biodiversità e dell’abuso della chimica che pongono legittimi interrogativi nelle comunità interessate dal problema come quelle del lago di Bolsena.

L’altra iniziativa con Davide Faraone che presenterà il suo libro “Con gli occhi si Sara”, verterà sui temi della inclusione scolastica e sociale, con riferimento alla disabilità e in particolare all’autismo.

Italia Viva si caratterizzerà per mettere subito al centro dell’attenzione problemi sopiti e incancreniti:

1) il progetto di sfruttamento geotermico dell’Alto Lazio che rischia di essere devastante per la tutela ambientale e la vocazione turistica della Tuscia;

2) il ruolo della società Talete superando la dicotomia pubblico/privato e ponendo invece la questione della efficienza di gestione e l’efficacia nell’erogazione dei servizi come unici punti di riferimento per la soddisfazione dei cittadini utenti, insieme all’improrogabilità degli investimenti per la depurazione delle acque e al rifacimento della rete idrica, che ne riduca la dispersione oggi ottimisticamente valutata in oltre il 50%;

3) l’emergenza dei servizi sanitari giunta ad un punto di saturazione tale da far dire al Presidente dell’ordine dei medici che ci troviamo di fronte ad una gestione “politico massonica” e che in più circostanze ha rasentato la pratica del traffico delle influenze e del voto di scambio, mentre crolla la collocazione di Belcolle e della sanità viterbese nella graduatoria nazionale. Il tutto a scapito degli investimenti in tecnologie e della valorizzazione delle competenze e capacità professionali degli operatori del settore.

Italia Viva – si legge in una nota firmata da Marco Faregna – opererà perchè la politica possa essere concepita come interesse della comunità attraverso l’affermarsi del riformismo solidale e progressista e si batterà contro i privilegi di pochi e le elargizioni di favori a clientele consolidate, nel segno della conservazione e della regressione economica».