»Sono nata e cresciuta al centro storico, precisamente a Piazza Santa Maria Nuova, una zona della città che negli anni ha visto mutare il suo tessuto sociale, una notevole decrescita dei residenti, il trasferimento di realtà importanti come il tribunale e l’ospedale, la programmazione di attività culturali o di semplice svago, fino a pochi anni prima semplicemente inesistente, hanno contribuito in modo sensibile alla sostituzione di attività storiche e di quartiere favorendo lo sviluppo di attività di ristorazione, bar e similari.

Un quartiere turistico con attività di settore.
Delle nuove generazioni che preferiscono la notte al giorno.

La mia scelta personale – scrive Ombretta Perlorca – è stata quella di andare ad abitare in un altro quartiere. Capisco perciò la difficoltà di chi è rimasto con il convivere con una realtà mutata, con la mancanza di educazione e senso civico di molti frequentatori notturni. Risultato, residenti contro i commercianti e contro le attività culturali e non programmate nel quartiere. Detto questo, con il piano del commercio cerchiamo di mettere delle regole nell’interesse generale. È però evidente che un numero tale di attività di tipo turistico e ricreativo non sono nate e non nasceranno in altre zone di Viterbo.

È altresì evidente che, chi esce per una passeggiata o per andare al ristorante non va a Santa Barbara ma si sposta al centro. Avrò espresso male il mio pensiero? Può darsi, anzi sicuramente. Qualcuno si è sentito offeso? Mi dispiace.

Resto comunque della mia idea, abitare al centro non è un obbligo ma una scelta di vita.
Chiarisco anche, viste le numerose strumentalizzazioni, che “quattro vecchiette” stava a significare che in quella zona abitano ora pochissime persone e anche alcuni diversamente giovani che potendo o volendo andrebbero ad abitare in periferia.

Ma se oggi in una situazione mutata rispetto al passato decidi di andare ad abitare nel centro storico antico, devi anche essere consapevole che di giorno é deserto e di notte è pieno di gente e rumoroso.

Possiamo pensare di chiudere le attività commerciali ora esistenti? Certamente no.
Possiamo però regolamentare e controllare quello si».