Si è svolto Sabato 7 dicembre 2019, presso la Sala delle conferenze della Provincia di Viterbo, il convegno: “L’acqua bene essenziale. Lo stato delle acque in Provincia di Viterbo”.

Il convegno, promosso dal Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre e dal Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche-DEB dell’Università della Tuscia, con il patrocinio dalla Provincia Viterbo, ha proposto interventi qualificati e di grande rilievo scientifico, del professor Giuseppe Nascetti, del professor Vincenzo Piscopo e della professoressa Maria Nicolina Ripa, docenti dell’ Università degli Studi della Tuscia e del dottor Pietro Paris dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale- Ispra.

Il convegno – comunica l’Associazione medici per l’ambiente-Isde di Viterbo – è stato presieduto e moderato da Famiano Crucianelli presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre.

Per l’Associazione medici per l’ambiente-Isde hanno partecipato il professor Gianni Tamino docente emerito di Biologia generale all’Università di Padova e la dottoressa Antonella Litta referente nazionale dell’Isde per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento delle acque ad uso umano.

Il professor Tamino nel corso della sua lunga attività accademica ha svolto ricerche sul rapporto tra ambiente e salute e sui flussi di materia e di energia negli ecosistemi, con particolare riguardo all’accumulo di inquinanti lungo la catena alimentare; si è occupato inoltre dei problemi legati alle biotecnologie ed è stato membro della Camera dei Deputati dal 1983 al 1992 e del Parlamento Europeo dal 1995 al 1999, dove si è occupato di ambiente, energia, trasporti, agricoltura.
Ha fatto anche parte del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare presso il Ministero della Salute ed attualmente è componente dei Comitati Scientifici dell’ Associazione medici per l’ambiente- ISDE (International Society of Doctors for the Environment) e dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo dell’Economia Circolare.

Di seguito una breve sintesi delle relazioni dei due rappresentanti dell’ Associazione medici per l’ambiente-Isde

Prof. Gianni Tamino “Acqua. Un bene Comune da preservare”

“…L’acqua è un bene comune. Il concetto di “beni comuni” in economia indica quei beni come le risorse naturali [acqua, aria, terra, flora e fauna, ecc.] esauribili, dal cui utilizzo nessuno può essere escluso e la cui fruizione rappresenta un diritto alla vita. I beni comuni sono anche definiti più precisamente come “beni di proprietà comune”.

Pertanto il problema dei beni comuni è quello di stabilire delle regole che permettano l’uso collettivo della risorsa, prevenendone l’esaurimento, l’accaparramento a fini di sfruttamento economico e quindi l’utilizzo solo per gruppi e per i loro interessi.

L’acqua infatti è una risorsa non illimitata e la sua disponibilità si sta riducendo anche in Europa e in Italia anche a causa di periodi sempre più prolungati di siccità. L’acqua dolce sulla faccia della terra è infatti circa solo il 3% del totale e dovrebbe essere protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti, del trattamento delle acque reflue e con il loro riciclo, e con concrete politiche di tutela e risanamento ambientale. Per tutelare questa risorsa fondamentale per la vita c’è bisogno di un’

agricoltura che non contribuisca ai cambiamenti climatici come fa invece in modo rilevante l’agricoltura intensiva e le monocolture, un’agricoltura quindi che non inquini l’aria, l’acqua e il cibo e che non contribuisca ai cambiamenti climatici.

Le pratiche agricole devono quindi evolversi verso sistemi sostenibili e circolari come l’agricoltura biologica, che:
1)     migliorino l’efficienza energetica;
2)     utilizzino sostanze naturali, senza prodotti chimici di sintesi ovvero in particolare pesticidi;
3)     impieghino fonti energetiche rinnovabili e riducano la distanza tra produzione e consumo (filiera corta)…”

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Dott.ssa Antonella Litta- Acqua e Salute. Acqua è Salute

“…L’acqua pulita e salubre è una condizione fondamentale per la salute infatti noi siamo l’acqua che beviamo e quella che mangiamo, attraverso i cibi preparati con essa e gli alimenti nei quali essa è costituente preponderante.

Siamo anche l’acqua che hanno bevuto le generazioni che ci hanno preceduto perché, in forma liquida, gassosa e solida, essa costituisce un ciclo idrogeologico chiuso nel quale gli inquinanti possono penetrare e persistere.

L’80 % circa dell’organismo di un neonato è fatto di acqua mentre di circa il 70% è la parte di acqua in un individuo adulto e con l’avanzare dell’età questa percentuale tende a ridursi.

L’assunzione di acqua contaminata rappresenta quindi un innegabile rischio per la salute di tutti e a maggior ragione per la salute dei bambini e specialmente nel periodo gestazionale a causa di sostanze che possono essere in essa contenute come i pesticidi, i metalli pesanti, microrganismi patogeni, tossine, PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) – etc.

L’accesso e la disponibilità di acque salubri, pulite e di qualità, sono quindi le condizioni necessarie ed indispensabili per vivere in modo sano e per tutelare e proteggere lo stato di salute di tutte le persone ed in particolare dei bambini e delle generazioni future.

Relativamente alla situazione dell’Alto Lazio si deve assolutamente mettere in essere e continuare a mettere ogni intervento per la riduzione del livello di Arsenico e Fluoro nelle acque ad uso potabile, si deve monitorare, anche secondo quanto previsto dalla Direttiva 2001/928/Euratom,, il livello del gas Randon (cancerogeno certo di classe I come l’Arsenico) presente nelle acque e si deve andare verso una rapida conversione alla agricoltura biologica per cercare di ridurre la presenza di pesticidi(sostanze tossiche, cancerogene ed azione di interferenti endocrini) nelle acque soprattutto superficiali.

Relativamente poi alla situazione del lago di Vico e alle popolazioni di Caprarola e Ronciglione che da anni sono private del fondamentale diritto all’acqua potabile (http://www.asl.vt.it/Cittadino/arsenico/localita.php?ms=ronciglione)

(http://www.asl.vt.it/Cittadino/arsenico/localita.php?ms=caprarola),

l’Isde di Viterbo ripropone gli interventi necessari ed urgenti per avviare il risanamento dell’ecosistema del lago di Vico e tutelare così la salute delle persone e in particolare dei bambini:

  • cessazione della captazione di acqua dal lago di Vico e contestuale reperimento di fonti alternative di approvvigionamento idrico;
  • avvio in tempi rapidi di una drastica riduzione, fino alla completa abolizione, dell’uso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di Vico con riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni agricole in essa presenti;
  • costante controllo e periodica verifica di tutti gli scarichi fognari delle utenze private e pubbliche poste in prossimità del lago;
  • bonifica definitiva ed effettiva del deposito militare Nbc di Ronciglione;
  • intensificazione dei controlli di tutte le attività notturne e diurne all’interno e in prossimità della Riserva regionale del lago di Vico;
  • costante e approfondito monitoraggio di tutte le sostanze tossiche e cancerogene che possono contaminare le acque destinate a consumo umano, la fauna e la flora lacustre;

  • biomonitoraggio per contaminazione da sostanze inquinanti della fauna lacustre, della flora lacustre e in particolare per le piante di nocciolo coltivate in prossimità del lago;
  • informazione ampia e diffusa ai cittadini, negli studi medici, nelle scuole, negli ambulatori della Asl e presso l’ospedale di Ronciglione;
  • inizio immediato di un monitoraggio di lungo periodo relativo allo stato di salute delle persone e in particolare dei bambini;
  • screening gratuiti per le popolazioni esposte al cosiddetto “effetto cocktail” determinato dall’esposizione contemporanea a più cancerogeni e sostanze tossiche presenti nelle acque del lago, anche se entro i limiti di legge, in particolare: cianobatteri, microcistine algali, arsenico, metalli pesanti e pesticidi…”.