Nella cappella Palatina di Palazzo dei Priori, è stata  presentata la mostra Lo spazio narrato – La scenografia nell’opera di Publio Muratore al teatro dell’Unione dal 9 dicembre al 6 gennaio 2024.

La mostra, organizzata da Maria Teresa e Maria Giuseppina Muratore e curata da Vincenzo Publio Mongiardo è dedicata alla memoria del professor Giorgio Felini, è patrocinata e promossa dal Comune di Viterbo – assessorato alla cultura e all’educazione – e Omnia Tuscia, con il contributo della Fondazione Carivit e del Lions Club di Viterbo.

L’evento ha anche il patrocinio del Teatro dell’Opera di Roma, della Provincia di Viterbo e del Comune di Gallese. Presenti alla conferenza stampa Alfonso Antoniozzi, vice sindaco – assessore alla cultura e all’educazione, Maria Teresa Muratore,  per l’organizzazione della mosta, Luigi Portoghesi per Omnia Tuscia,e Francesco Cima presidente del Lions Club Viterbo.

Nel prendere la parola Antoniozzi ha sottolineato come la mostra è una narrazione doverosa ,un momento importante per ricordare l’opera culturale di Muratore e osservando le sue opere si apre una sfaccettatura sulla sua caratteristica di artista e umana molto importante per Viterbo dove ha insegnato e lavorato, a molti probabilmente sarà sfuggito che Muratore era coreografo e disegnatore di costumi di livello per il teatro. Maria Teresa Muratore figlia dello scomparto artista rammenta la figura importante del professor Muratore che gli studenti ai cui lui ha insegnato lo ricordano per l’empatia che lo circondava e la sua generosità verso il prossimo.

Dello stesso avviso Portoghesi di Omnia che si prefigge di mettere in risalto figure artistiche della Tuscia portandole con iniziative come la mostra a farle conoscere a livello internazionale. La conferenza stampa si è conclusa con le parole del presidente del Lions Cima che ha ringraziato Maria Teresa Muratore per aver coinvolto il Club che ha come caratteristica la diffusione a vari livelli della cultura viterbese  e dei suoi protagonisti. Muratore è stata una pietra miliare anche nel campo del teatro e questa mostra ne mette in risalto determinati particolari che non tutti conoscono. Publio Muratore nasce il 26 gennaio 1918 a Gallese (Viterbo).

Diplomatosi all’Istituto d’Arte ”Bernardino di Betta” di Perugia nel 1937, si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Roma e contemporaneamente frequenta la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza. Dopo la Seconda guerra mondiale, al ritorno riprende gli studi all’Accademia di Roma, da cui esce diplomato in Scenografia nel 1948; nello stesso anno si diploma anche presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia in decorazione murale. L’inizio della sua carriera si divide tra la scenografia a Roma (Teatro dell’Opera, Cinecittà) e i primi incarichi per affreschi in chiese del Lazio (Capranica, Ronciglione), oltre alla volta del teatro di Amelia. Nel 1951 inizia la carriera dell’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte. 

La casa alla Grotticella, da lui progettata, con il suo studio aperto sullo spazio di vita della casa rispecchia questo scambio continuo con il mondo che lo circonda. Scambio che si conclude al termine della sua esistenza nel 1998, ma che prosegue vivo attraverso la sua opera, rappresentativa di una sensibilità non comune. L’artista Muratore può essere considerato una figura poliedrica, figlia delle antiche botteghe d’arte. La sua produzione si concretizza in una molteplicità di medium, che spaziano dal disegno alla pittura, dalla scultura alla ceramica, nessuno mai abbandonato; ben presto però la pittura diventa il suo modo espressivo principale. I viterbesi potranno visitare la mostra gratuitamente mentre altri visitatori dovranno acquistare un biglietto