«Le realtà viterbesi che funzionano – comunica Giulio Della Rocca, presidente Associazione LA VIA DEGLI ARTISTI, – sono moltissime nonostante il Corona Virus, l’economia stagnante, il decremento demografico ed il diffuso senso di malessere di una società antica che comunque non si arrende mai.

Il bagnaccio, nato nella forma attuale dalla volontà di 4 giovani, è diventato un polo di attrazione sicuramente di tutto il centro Italia, ma probabilmente molto di più.

In un momento di tanta sofferenza, praticamente dentro Viterbo, i sei ettari condivisi dalla proprietà con Agriland ed il giardino di Filippo si ergono a novità che fa bene al cuore ed all’anima.

L’associazionismo nel viterbese è forte e deciso. Spesso mosso da puro altruismo a volte da necessità personali serissime.

Le terme continuano a crescere ed in particolare il managment ha deciso di tirare a nuovo l’hotel Niccolò V e sta preparando una novità mondiale nella zona posteriore.

Sono nella condizione personale e costante di parlare ed ascoltare i racconti di questi eroi che continuano nonostante la politica nazionale non dia risposte ai problemi ormai inveterati di una società antica i cui nodi vengono spesso al pettine. Sento storie di ordinaria magia e di volontà suprema. Debbo stare attento a nominare qualcuno perché sicuramente tralascerei molti altri decisamente meritevoli.

Questo è il problema: io stesso che ho tanto tempo per ascoltare non conosco neanche la metà delle cose meravigliose che succedono ogni giorno a Viterbo. Ieri per caso l’assessore Barbieri ci raccontava del recupero delle piastrelle dell’orologio della Torre che domina piazza del comune, già oggetto di un progetto ambizioso. Se invece avessi ascoltato l’artista che ci illustrava l’opera con scarpette rosse in scatola trasparente non avrei mai saputo.

La via degli Artisti, oltre all’evento omonimo, si occupa di promozione territoriale ma vorrebbe riunire l’associazionismo solidale ed offrire un punto di comunicazione per far sapere a tanti che come me hanno solo sentore, del loro attivismo.

Il Covid ci ha cambiato la vita ed in molti soffrono e questo ci fa male. Allo stesso tempo sembra che ci laviamo le mani molto di più e le limitazione dell’ultimo DCPM stanno dando frutti clamorosi, ancora una volta siamo stati bravissimi, come in lockdown.

Dobbiamo ripartire ed essere pronti. Come il Niccolò V si mette a nuovo, usiamo la fine della pandemia per prepararci alla prossima estate che si preannuncia esplosiva: mettete un bagno nella camera del B&B che affittate e ri-tinteggiate da soli l’interno. Mettete fuori vasi in peperino e piantate fiori per la nostra delizia. Nel frattempo a piazza del comune spesso i 17 tavolini del bar all’aperto sono tutti pieni e si aspetta in piedi nonostante le temperature rigide.

Debbo nominare l’EAT di via San Lorenzo che sembra aver trovato la formula vincente per attirare ragazzi viterbesi ed universitari che vivono qui. Complimenti.

Flessibilità, duttilità e tanta voglia di fare sono sempre i segreti del successo. Il cambiamento è inevitabile, dobbiamo essere noi a cavalcare le opportunità e non aspettare che regione o governo o qualcuno faccia qualcosa: sembrerebbe che gli ultimi 500 anni non ci abbiano insegnato nulla».