Il cane e la guardia

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VITERBO – Anche se spesso non ce ne rendiamo neanche conto, noi pretendiamo veramente molto dai nostri cani; devono essere nostri compagni di giochi quando ci aggrada, debbono obbedire ai nostri ordini quando ne abbiamo bisogno e non certamente ultimo, pretendiamo che essi proteggano i nostri averi e le nostre proprietà. Questa pretesa, classicamente data per scontata, dovrebbe far ben riflettere chi crede ingenuamente che sia un “atto dovuto”. Quando ad un mio amico hanno svaligiato la casa, mi ha subito chiesto il perché del comportamento anomalo del suo cane, al momento presente in casa; si interrogava sul motivo che lo aveva indotto a non muovere una …zampa per impedire il furto, anzi, per tutta risposta aveva socializzato con i ladri per poi lasciarli andare indisturbati.

 

A prescindere, molti proprietari di cani, si dichiarano convinti per contratto, che i loro amici a quattro zampe possano difendere e custodire le loro proprietà. Una volta delusi, commentano solitamente: “Non serve a niente….è un cattivo cane …. lecca tutti! ”

 

La verità è che i cani possono naturalmente fare una buona guardia al proprio territorio, ma tutto dipende chiaramente dalla razza e soprattutto dalla particolare indole del cane. Il grado di aggressività in tutti i casi è dettato dall’addestramento, o dal non addestramento, ricevuto.

 

La verità, in ultima analisi è che la maggior parte degli uomini ama possedere cani particolarmente socievoli, sia per evitare problemi, sia per evitare di richiuderli ogni qual volta ci si accinge ad ospitare qualcuno. Questo però fa si, che noi non facciamo altro che trasmettere continuamente a loro messaggi rassicuranti; d’altronde a nessuno certamente piacerebbe vedere gli amici o gli invitati, azzannati selvaggiamente o rincorsi per tutto il giardino; l’insegnamento di base che empiricamente diamo ai nostri cani è quindi solitamente all’insegna dell’“ignora l’intruso”. Questo chiaramente sino a quando il visitatore non diventa indesiderato a tutti gli effetti. Solo a quel punto pretendiamo che il nostro barboncino da divano, si trasformi magicamente in un feroce molosso assetato di sangue. Siamo inconsciamente noi stessi ad insegnare ai nostri cani la raffinata dote dell’ospitalità, quindi perché mai adirarsi o stupirsi quando questi fanno null’altro che ciò per cui sono stati premiati? Siamo davvero così, e a volte pretendiamo troppo da chi ci ama incondizionatamente. Se esigiamo a forza l’interazione quotidiana del nostro cane con la gente a noi gradita, perché mai lui dovrebbe vedere poi le persone come qualcosa di pericoloso o ostile? In questi casi, solitamente, neanche l’assenza temporanea del proprietario, riesce ad alterare le percezioni del cane nei confronti dei visitatori di fatto non graditi.

 

Quando inveite verso il vostro cane colpevole di ignorare gli intrusi, provate a considerare questo: se voi foste in casa e un bambino non invitato scavalcasse la recinzione, magari al solo scopo di raccogliere una palla nel vostro giardino, vorreste davvero che il vostro cane si limitasse ad abbaiare gioiosamente, o al contrario vorreste che lo sbranasse senza pietà?

 

Leonardo De Angeli

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