Approvata legge per promuovere il consumo dei prodotti agricoli di filiera corta

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REGIONE – “Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio la Legge per valorizzare e promuovere il consumo dei prodotti agricoli di filiera corta dei nostri territori”.

A dichiararlo è Riccardo Valentini, consigliere regionale del Pd e vice presidente della Commissione agricoltura della Regione Lazio. A presentare la proposta di legge, assieme a Valentini, anche i consiglieri regionali Cristiana Avenali (Pd, prima firmataria), Mario Ciarla (Pd), Marta Bonafoni (SI-Sel) e Daniela Bianchi (SI-Sel).

“Con l’approvazione della Legge sulla filiera corta – prosegue Valentini – la Regione Lazio si pone all’avanguardia nella tutela e valorizzazione della qualità dei prodotti agricoli e dei territori. È una legge che parla sia ai consumatori e che alle piccole aziende, realtà che hanno bisogno di essere sostenute perché sono le nostre sentinelle sul territorio, a tutela della qualità e dell’eccellenza della nostra produzione agricola. I prodotti di filiera corta verranno così incentivati e utilizzati nelle mense di ristorazione collettiva pubblica, individuando per loro aree specifiche nei nuovi mercati rionali e all’interno degli stessi spazi dei territori comunali. La Legge prevede inoltre degli incentivi per le aziende agricole biologiche che si costituiscono in rete e in aree omogenee. Previsti infine – conclude Riccardo Valentini – delle aree dei centri di trasformazione di comunità. Dal produttore al consumatore, anche direttamente in piazza, senza che i prodotti debbano fare un solo metro”.

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“Con l’approvazione dei nostri emendamenti la legge per la valorizzazione dei prodotti agricoli da filiera corta, licenziata dal Consiglio regionale, pone la giusta attenzione alla sicurezza alimentare, alla diffusa problematica delle intolleranze alimentari e alle campagne informative nelle scuole che vedranno il coinvolgimento anche delle università agrarie. Si tratta di una normativa, importante e corposa, che rafforza gli interventi a sostegno delle aziende agricole del Lazio e per promuovere la diffusione e il consumo di prodotti agroalimentari di qualità. Abbiamo dato un contributo per migliorare quei punti del testo che apparivano lacunosi, resta la perplessità sulla dotazione finanziaria che mi auguro non comprometta gli effetti concreti di una buona legge”. E’ quanto dichiara Daniele Sabatini, capogruppo Cuoritaliani in Regione Lazio.

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“Il Lazio si dota oggi di una legge utile, concreta, attesa e in molti punti innovativa, un testo che valorizza le eccellenze dei nostri territori, tutela la biodiversità, promuove i prodotti di qualità e la cultura della sana alimentazione, rispettando l’ambiente. Una legge che ha visto il contributo del tavolo agroalimentare regionale aperto alle associazioni del biologico, ambientaliste e ai rappresentanti dei Parchi, e di tanti consiglieri di maggioranza e di opposizione, in un clima collaborativo che ha portato all’approvazione all’unanimità del testo.” Dichiara Cristiana Avenali, Consigliera regionale PD e prima firmataria della Legge sulla filiera corta appena approvata dal Consiglio regionale.

“La norma definisce prodotti a filiera corta quelli sostenibili ambientalmente, di qualità, dei parchi, stagionali, biologici, che sono quelli ai quali le persone oggi, più consapevoli e attente a qualità e origine, tracciabilità, eticità e salubrità dei prodotti che acquistano e consumano, già riconoscono un valore aggiunto intrinseco. La filiera corta è una parte importante della multifunzionalità agricola, abbiamo approvato una legge che rende strategico un settore che si sta strutturando, promuovendo la produzione di qualità e sostenibile nel territorio per il territorio e avvicina il prodotto alla tavola.

La legge introduce tante novità, come il circuito in cui inserire le aziende agricole e le imprese e strutture ricettive che utilizzano almeno il 50% di prodotti a filiera corta che saranno contraddistinte da un logo, i bandi per le risorse genetiche autoctone, per il pesce a miglio zero, contributi ai comuni che promuovono iniziative nelle scuole, e l’indicazione di utilizzo dei prodotti a filiera corta nelle strutture di ristorazione collettiva pubblica. Oltre lo stanziamento di 600.000 euro previsto nel bilancio, i Fondi europei saranno lo strumento finanziario principale a cui attingerà la legge. Il testo prevede anche che la Regione si faccia promotrice di accordi tra i produttori e la grande distribuzione organizzata presente sul territorio laziale per la vendita dei prodotti provenienti dalla filiera corta, e sostiene la nascita di gruppi di acquisto e di gruppi di offerta di cittadini. La norma stabilisce l’impossibilità per i prodotti geneticamente modificati e per i prodotti da questi derivati, di poter rientrare tra quelli a filiera corta .” Spiega Avenali.

“Sono veramente entusiasta per il lavoro prodotto e voglio ringraziare per questo tutti i colleghi, ed in particolare gli assessori Hausmann e Sartore, il vicepresidente Ciarla ed il capogruppo del PD Valeriani. Da oggi il Lazio è una Regione ancora più attenta e vicina ai propri cittadini-consumatori e anche alle proprie aziende, ai Parchi in cui si fa tanta agricoltura di qualità, ai Comuni. Abbiamo una nuova legge concreta, un altro tassello fondamentale per costruire il nuovo modello di sviluppo che vogliamo, creare occupazione ed economia verde” conclude Cristiana Avenali.

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“Proporre una visione diversa dell’agricoltura, che intenda valorizzare i prodotti regionali di qualità e attivare i territori per la promozione e il sostegno economico della produzione laziale. E’ questo il senso della legge approvata oggi dal Consiglio regionale sulla filiera corta, di cui sono stato uno dei firmatari: il provvedimento è capace di mettere in rapporto diretto il produttore ed il consumatore, in forma singola o associata, creando così una consapevolezza maggiore in entrambi e facendo crescere la conoscenza dei prodotti e delle potenzialità del territorio. Ai consumatori, inoltre, viene assicurata la maggiore trasparenza possibile sui prezzi e un’adeguata informazione sull’origine e la specificità di tali prodotti, nel rispetto dei più elevati parametri di sostenibilità ambientale, eticità, salubrità, come recita l’articolo 1. La legge è anche uno strumento di crescita economica in quanto riduce i passaggi intermedi, riducendo i costi non necessari.

Tra le norme da segnalare quella secondo cui alle aziende agricole che soddisfano i requisiti previsti dalla legge e alle imprese che si approvvigionano almeno al 50% di prodotti agroalimentari a filiera corta, viene assegnato un logo per la promozione della loro attività. La Regione, inoltre, sostiene la fornitura e l’utilizzo dei prodotti a filiera corta negli appalti pubblici di servizi o forniture di prodotti alimentari. Altre disposizioni assicurano il divieto di somministrazione e vendita di prodotti contenenti Ogm, disciplina la vendita al dettaglio di tali prodotti, assegna ai Comuni il compito di riservare, nel caso di apertura di nuovi mercati, almeno il 20% totale dei posteggi ai produttori e agli agricoltori di prodotti provenienti da filiera corta. E’ istituita poi una Commissione tecnico-scientifica “Prodotti a filiera corta” che, tra gli altri compiti, ha quello di assistere la Giunta nel perseguimento delle finalità della legge. Norme specifiche sono dettate anche per l’itticoltura; per promuovere lo sviluppo di idee progettuali finalizzate alla valorizzazione delle risorse genetiche autoctone, la Giunta entro il 31 dicembre di ogni anno indice un bando per la promozione degli interventi nel territorio regionale. Sono altresì istituiti, infine, i fondi regionali per la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentare, il fondo per la promozione dei prodotti “a miglio zero”.

Al di là delle singole disposizioni, a mio avviso è da mettere in risalto la finalità della legge, vale a dire “produrre nel territorio per il territorio”, con una particolare attenzione alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente, limitando l’uso di sostane chimiche ed inquinanti, vietano l’utilizzo di Ogm, promuovendo modi di coltivazione sostenibili”.

Enrico Panunzi
Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

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