“Beni confiscati, ecco l’impegno dello Spi per diffondere una cultura della legalità”

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VITERBO – Miranda Perinelli, segretario dello Spi-Cgil di Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo, questa mattina ha partecipato alla Casa del Jazz di Roma alla proiezione in anteprima del documentario di David Fratini “Terre Rosse”, realizzato dalla casa editrice LiberEtà in collaborazione con lo Spi-Cgil.

 

Il documentario racconta il lavoro che giovani e anziani portano avanti insieme nei campi e laboratori confiscati alle mafie. Impegno a cui ogni anno il sindacato dei pensionati partecipa in collaborazione con Arci, Libera, Cgil, Flai-Cgil, Unione degli universitari e Rete degli studenti medi.

 

“Il docufilm sui campi confiscati alla mafia – racconta Perinelli – ci dimostra come questi luoghi un tempo in mano alla malavita ora sono rinati perché coltivati da associazioni e da ragazzi. Ogni anno assistiamo anche a uno scambio tra generazioni, con Giovani e anziani volontari dello Spi che attraverso il lavoro della terra si mettono in contatto fondendo esperienze e creando amicizie che sembravano impensabili. Questo dimostra che l’antimafia sociale è un buon veicolo per promuovere una cultura per una società sana e semina anticorpi a favore della legalità”.

 

Alla proiezione è seguito un dibattito a cui hanno partecipato il giornalista anti-mafia Paolo Borrometi, il vice presidente del Senato Valeria Fedeli, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso e dello Spi-Cgil Ivan Pedretti.

 

Nel Viterbese sono 37 i beni confiscati alle mafie. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, si tratta di quattro aziende, un’abitazione di tipo civile, una di tipo economico, una di tipo popolare, un villino, due tra alberghi e pensioni, due enti urbani, due fabbricati rurali, quattro tra magazzini e locali di deposito, una stalla o rimessa, sei altri immobili e dodici terreni.

 

 

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