La leggenda di San Giorgio a Bolsena

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BOLSENA – Si narra che tra il 1260 e il 1298 il vescovo di Genova, Jacopo da Varagine scrisse la leggenda aurea di San Giorgio e il drago, fino ad allora il santo era solo un soldato della Cappadocia martirizzato dall’imperatore Diocleziano. Questo è quanto si racconta ma secondo un saggio da me curato in realtà il racconto nasce in gran parte dal culto del dio Vulcano del Fanum Etrusco.
Proprio quel dio Vulcano creduto oggi un dio minore ma fin dagli albori della vita era il Signore del fuoco, della terra e del metallo, colui che creava i fulmini per Zeuss/Giove e gli aggeggi fatati per gli altri dei dell’Olimpo.

 

Ma torniamo alla leggenda aurea, che narra di una città della Libia Selem, della principessa Selen, di un drago, di un lago o un grande stagno e del santo con cavallo e lancia. Può sembrare strano ma tutti questi anche i requisiti presenti in una leggenda Etrusca, Plinio il Vecchio ci ha tramandato questo racconto che parla di Porsenna e del mostro Volta che sconvolgeva la popolazione volsiniese facendo tremare le mura della città e camminando sotto terra.

 

Il lucumone uccise poi il mostro con un fulmine in una radura. Per ora sembra ci siano poche corrispondenze ma basta sapere che la divinità femminile Etrusca Nortia dea delle acque e della luna, era chiamata dai greci Selene. Ecco che si inizia ad accostare i due racconti, se poi si osserva la statuetta bronzea che raffigura il mostro Volta si nota subito che somiglia ad un dinosauro acquatico facilmente assimilabile al drago delle favole. Tirando le somme, Jacopo da Voragine deve aver saputo della leggenda Etrusca, ha creato perciò un luogo immaginario e lo ha farcito con le caratteristiche bolsenesi, non ha caso in quasi ogni paese del lago di Bolsena e dintorni c’è come protettore un santo sauroctono ( uccisore di draghi ). Ho dimenticato la principessa, per quella basta osservare il quadro del 1500 di San Giorgio che sta nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena, in cui si vede il santo infilzare il drago con santa Cristina alle sue spalle che prega in ginocchio sotto l’ultimo monte della catena dei Volsini, il monte Landro.

 

mostro Volta(1)

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