CAPODIMONTE – “Dopo secoli di silenziosi saccheggi, nel dicembre 1884 fu avviata la campagna di scavi che avrebbe portato alla ‘scoperta’ scientifica delle necropoli di Bisenzio, il sito più importante dell’Etruria meridionale interna fra il IX e il VI sec. a.C.

Le attività di bonifica agricola del territorio di Capodimonte, promosse dalla famiglia Brenciaglia nell’arco del XIX secolo, avevano portato alla piena conoscenza della ricchezza delle necropoli in riva al lago. La conduzione degli scavi – al termine dei quali, secondo le entusiastiche testimonianze dell’epoca, fu scoperta una quantità di reperti superiore alle 2000 unità – fu affidata a un famoso erudito e collezionista di antichità etrusche di Chiusi, il Cav. Giovanni Paolozzi.

I reperti sono oggi conservati in piccola parte nei musei di Chiusi, Arezzo, Firenze, nei Musei Vaticani e in altri musei esteri. Attraverso la lettura delle carte di archivio si possono ripercorrere le vicende rocambolesche che avvennero durante questo episodio archeologico, ambientato nell’epoca dei grandi rivolgimenti scientifici ed istituzionali dell’archeologia italiana postunitaria. Al tempo stesso, l’investigazione sulle vicende connesse allo scavo resta fondamentale per tentare di ricollocare i reperti nei contesti tombali originari (in gran parte oggi perduti) e consentirne una nuova lettura scientifica, secondo le prospettive della moderna archeologia.

Relatore è il Dott. Mattia Bischeri che ha conseguito la Laurea Magistrale in Etruscologia e Antichità Italiche all’Università di Roma ‘La Sapienza’, nel marzo del 2017, con una tesi dal titolo ‘Le prime ricerche a Bisenzio: gli scavi Paolozzi/Brenciaglia del 1884-1885.

Ha seguito, sia come studente sia come collaboratore dell’ex ‘Sovrintendenza Archeologia della Toscana’, scavi in necropoli etrusche del territorio di Chiusi, Chianciano Terme e Sarteano (SI) e nei siti di Veio (RM), Populonia (LI), Rieti e nel sud della Corsica.

La conferenza avrà luogo sabato 22 aprile, alle 17, presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte. Ingresso libero”.

La Direzione del Museo

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