VITERBO – Ormai credo sia arrivato il tempo di gettare indignitosamente la spugna ed arrendersi ai “criminali” con potere di firma che hanno decretato la fine di ogni specie animale. La legge 157/92 sanciva (mi si consenta il passato) nell’articolo 1, comma 1, la condizione della fauna selvatica entro lo Stato italiano come segue:

«La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale.»

La fauna selvatica è considerata patrimonio indisponibile, per cui nessuno può disporne liberamente e la sua tutela è nell’interesse di tutti i cittadini, anche a livello sovranazionale.

Ho usato intenzionalmente il passato perchè una volta trasferiti i poteri a politologi da due soldi transitori di Regioni e Province la Legge sopra descritta ha avuto il suo bel “de profundis”. Ultimo stadio: è scattata ufficialmente la caccia all’orso che il 22 Luglio scorso avrebbe attaccato il cane di un uomo che passeggiava incoscientemente in una zona particolarmente impervia del Trentino, più precisamente, nella zona dei laghi di Lamar. L’ordinanza, dapprima solo annunciata, alla fine è arrivata! Ma come faremo mai a far capire a costoro che la natura è di proprietà degli animali di ogni specie e razza e, qui esagero nel sopravvalutare, che portare un cane nel bosco, (nemico giurato degli orsi e dei cinghiali) equivale ad un sicuro attacco naturale quanto doveroso?

Se portare a spasso il cane in una proprietà privata rappresenta reato, alla stessa stregua dovrebbe essere considerato condurre un cane in un fitto bosco. Invece no, i politologi dell’ultim’ora, lanciano come al solito diktat sugli animali, rei esclusivamente di essere tali e di difendere le loro naturali proprietà. La ricerca per la cattura dell’animale “nel più breve tempo possibile” è già in corso tramite un “intervento di monitoraggio, identificazione, denominata dal terrorizzante inno “rimozione di un orso “pericoloso” per l’incolumità e la sicurezza pubblica“.

Il mandato prevede che i forestali del Trentino, nel caso in cui si trovassero in pericolo durante la cattura, siano autorizzati “all’abbattimento”. Ora mi viene spontaneo domandarmi, ma i forestali una volta incontrato l’orso “feroce” si aspetteranno mica che li inviti nella sua caverna per un caffè, o più semplicemente si intrattenga con loro a disquisire su Bonucci al Milan? Possono, dunque, ucciderlo senza pietà a prescindere, giudicato e giustiziato a tavolino da un presidente di un ente altrettanto instabile che dovrebbe essere già sparito da mesi e mesi.

L’ordinanza “contingibile e urgente” firmata dal governatore “è il principale strumento di cui l’amministrazione provinciale dispone per la gestione di eventi straordinari come quello di due giorni fa”. Ora vi prego, vi supplico, qualcuno dotato dello stesso Q.I. intellettivo, potrebbe cortesemente spiegarmi cosa vi sia mai di così straordinario in un orso che aggredisce un cane in pieno bosco! Miscelare ignoranza e arroganza, a mio avviso risulta più letale di ogni bomba esistente nel peggior arsenale.

Leonardo De Angeli

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