TARQUINIA – «Tarquinia è vicina ai francesi e ai giornalisti di Charlie Hebdo. In modo particolare ai famigliari dei disegnatori Georges Wolinski e Jean Cabut (in arte Cabu)». Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola, che ha inviato un telegramma di cordoglio alla redazione del periodico e all’ambasciata di Francia.

 

«Charlie Hebdo la sentiamo un po’ nostra, – prosegue il primo cittadino – perché la città ha avuto la fortuna e l’onore di ospitare molti anni fa Wolinski, nel corso di un evento di grandissimo rilievo culturale». Il 1° ottobre del 1970 si aprì a Tarquinia la Mostra Internazionale dell’Umorismo, con la partecipazione dei maggiori disegnatori satirici europei e statunitensi. La parte del leone la fecero i caricaturisti della rivista Hara-Kiri, che di lì a poco cambiò il suo nome in quello di Charlie Hebdo. Uno dei suoi più celebri vignettisti, Wolinski, venne a Tarquinia, portando disegni suoi e di suoi compagni di lavoro, tra cui Cabu. L’esposizione, nata da un’idea del grande pittore Sebastian Matta e patrocinata dal Comune di Tarquinia, si tenne nella chiesa di San Pancrazio. Ebbe subito un grande riscontro di pubblico e di stampa, anche per le roventi polemiche suscitate da non poche vignette, particolarmente graffianti. L’esposizione rimase aperta fino al 15 ottobre, ma, già pochi giorni dopo l’apertura, alcuni disegni furono sequestrati dall’autorità giudiziaria e gli organizzatori dell’iniziativa furono incriminati, anche se ben presto prosciolti.

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