Giancarlo Turchetti

 

VITERBO – “A dicembre oltre 25 milioni di proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale si sono presentati alla ‘cassa’, per il saldo dell’IMU/TASI.

Il 41% di essi sono lavoratori dipendenti e pensionati, mentre il conto del saldo, dopo l’abolizione della TASI sull’abitazione principale, è stato di 10,1 miliardi di euro”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti, Segretario generale della Uil Viterbo, sulla base dei dati emersi dal Rapporto UIL su IMU e TASI2016 elaborato dal Servizio Politiche Territoriali della UIL.

“Il costo medio complessivo dell’IMU/TASI su una ‘seconda casa’ – spiega il Segretario Confederale Uil, Guglielmo Loy – sarà di 1.070 euro medi (535 euro da versare per il saldo), con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città. Mentre se si prendono in considerazione i costi dell’IMU/TASI sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli), il costo medio è di 2.610 euro (1.305 euro l’acconto di giugno), con punte di oltre 6 mila euro”.

“Inoltre – prosegue Giancarlo Turchetti – chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie), dovrà versare l’IMU/TASI con l’aliquota delle seconde case, con costi medi di 55 euro medi con punte di 110 euro”.

“La media dell’aliquota applicata – commenta Guglielmo Loy – per le seconde case ammonta al 10,53 per mille e, in molti Comuni (480 municipi di cui 19 Città capoluogo), è stata confermata ‘l’addizionale TASI’ (fino a un massimo dello 0,8 per mille), introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali. Con l’abolizione della TASI sulle prime case, i quasi 20 milioni di proprietari (19,7 milioni), quest’anno risparmieranno mediamente 191 euro”.

“Con questa elaborazione – conclude Guglielmo Loy – la Uil vuole mettere a disposizione un’analisi su questa tassa, facendo emergere le attuali incongruenze del sistema di tassazione degli immobili affinché un domani (non lontano si spera) lo si possa rivedere,a partire da una seria revisione dei criteri che regolano i valori catastali. Il tema, infatti, è come alleviare il peso fiscale per le persone meno abbienti e chiedere un contributo maggiore a chi ha più disponibilità. Nel contempo va sempre più equilibrato il rapporto Stato/Enti Locali in tema di fiscalità dando, finalmente, certezze alle istituzioni e ai contribuenti tenendo la barra ferma sull’obiettivo di ‘non innalzare’ la pressione fiscale generale ma, anzi, ridurla”.

IL COSTO DELL’IMU/TASI SECONDE CASE NELLE CITTA’ CAPOLUOGO
Secondo i risultati del rapporto, il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2.064 euro medi, di cui 1.032 euro per il saldo con scadenza il 16 dicembre; a Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi (1.020 euro il saldo); a Bologna 2.038 euro (1.019 euro il saldo); a Genova 1.775 euro (888 euro il saldo); a Torino 1.745 euro (872 euro il saldo).
Valori più “contenuti”, invece, a Asti con un costo medio di 580 euro (290 euro il saldo); a Gorizia con 582 euro (291 euro il saldo); a Catanzaro con 659 euro (330 euro il saldo); a Crotone con 672 euro (336 euro il saldo); a Sondrio con 674 euro (337 euro il saldo).

IL COSTO DELL’IMU/TASI SECONDE PERTINENZE NELLE CITTA’ CAPOLUOGO
Per una seconda pertinenza della stessa categoria catastale a Roma si pagano mediamente 110 euro (81 euro per una cantina o 139 euro per un box-posto auto); a Milano 99 euro (76 euro per una cantina, 122 euro garage o posto auto); a Bologna 96 euro (68 euro per una cantina, 123 euro per un garage); a Firenze 95 euro (67 euro per una cantina, 122 euro per un garage); a Napoli 95 euro (67 euro per una cantina , 123 euro per un garage).

LE ALIQUOTE DELL’IMU/TASI SECONDE CASE NELLE CITTA’ CAPOLUOGO
Stante il blocco delle aliquote per l’anno in corso, deciso dal Governo, le aliquote non hanno subito rialzi, ma non hanno nemmeno subito, nonostante fosse possibile, ribassi. Infatti tutte le città campionate dalla UILsi sono limitate a riconfermare le aliquote dello scorso anno.19 Città hanno confermato l’addizionale della TASI sugli altri immobili, per cui in queste Città le aliquote superano quella massima dell’IMU (10,6 per mille). In particolare Roma, Milano, Asoli, Brescia, Brindisi, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Siena, Verona, Vicenza, hanno scelto l’aliquota dell’11,4 per mille; Macerata l’11,3 per mille; Terni l’11,2 per mille; Lecce e Massa l’11 per mille; Agrigento il 10,9 per mille; Caltanissetta il 10,7 per mille. Altre 70 Città, sulle seconde case, applicano l’aliquota del 10,6 per mille e, tra esse, vi sono Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Bari.

I RISPARMI DELLA TASI SULLE PRIME CASE NELLE CITTA’ CAPOLUOGO
Per quanto riguarda la vecchia TASI sulla prima casa, cancellata con la passata legge di bilancio, l’effetto risparmio premia, principalmente (in valori assoluti) i contribuenti di Torino con 403 euro medi a famiglia; a Roma, invece, il risparmio sarà di 391 euro medi; a Siena 356 euro; a Firenze 346 euro; a Genova 345 euro; a Bologna 331 euro; a Foggia 326 euro; a Como 321 euro; ad Ancona e Napoli 318 euro; a Milano 300 euro. Mentre ad Asti il risparmio medio sarebbe di soli 19 euro medi; cifra che sale a 46 euro ad Ascoli Piceno; 60 euro a Cesena; 64 euro a Treviso; 65 euro a Potenza; 82 euro a Cosenza; 88 euro a Nuoro; 93 euro ad Arezzo; 105 euro ad Aosta; 108 euro ad Oristano.

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