Attirati dalle startup quasi quanto dalle multinazionali, disposti a rinunciare anche a 3mila € all’anno in cambio di smart working e “nomadismo digitale”, ma non ancora pronti a fare impresa. E 1 su 2 guarda ai nuovi tool di lavoro con ottimismo perché renderanno il lavoro più efficiente.

 

Ecco l’identikit del rapporto che i Millennial del Centro Italia hanno con il lavoro, stilato da ForceManager

Pronti a lavorare per una startup, decisi a sfruttare le potenzialità dello smart working, desiderosi di accedere alla possibilità di vivere da “digital nomad” e a utilizzare app per l’incremento della produttività. In estrema sintesi è questo il profilo del Millennial del Centro Italia fotografato dall’indagine condotta da ForceManager, realtà leader del Crm mobile, attiva da qualche mese anche in Italia, attraverso l’acquisizione della startup Sellf, nata all’interno del campus di H-Farm.

Il campione intervistato da ForceManager, composto da giovani tra i 22 e i 37 anni, ha le idee molto chiare su come interpretare il lavoro in questa epoca di trasformazione digitale.

Le startup

Anzitutto, il rapporto con il grande trend di cui parlano tutti ormai da qualche tempo: le startup. Il 48% non ha dubbi e, se potesse, preferirebbe una startup a una più blasonata azienda multinazionale (preferita dal 42%). Il perché è presto detto. Per i più, ci sarebbe la possibilità di partecipare alla nascita di un progetto potenzialmente di successo (48%); a seguire, si tratterebbe di una grande opportunità di crescita, anche personale (39%); e poi, per il 29% a pesare sarebbe la possibilità di misurarsi con ruoli differenti.

Benefit e stipendi

E su quest’ultimo tema, l’indagine racconta una prima novità. Per il 48% dei giovani del Centro Italia tra i 22 e i 37 anni, benefit e lavoro agile contano di più della cifra indicata nell’ultima riga della busta paga. In particolare, rinuncerebbero fino a 3mila € all’anno (250 € al mese), a fronte della possibilità di essere inclusi in programmi di smart working, potendo così gestirsi autonomamente i tempi del lavoro e della vita privata, e di fare parte di progetti di nomadismo digitale. Ovvero, avere la possibilità di lavorare viaggiando, spostandosi da una città all’altra, sfruttando le potenzialità del digitale.

Al contempo però sorprende che il 50% sceglierebbe di lavorare per una realtà aziendale strutturata con un tradizionale assetto piramidale rispetto ad una caratterizzata da un “gerarchia piatta”, preferita da non più del 46%.

Spirito imprenditoriale

Nonostante una forte attrazione verso le start up, soltanto il 12% dei giovani del Centro Italia si sentirebbe pronto a metterne in piedi una. Lo scarso spirito imprenditoriale si riflette anche nelle preferenze a livello retributivo: il 59% degli intervistati non sarebbe disposto a rinunciare a un normale stipendio “competitivo” a fronte di un pacchetto retributivo variabile inclusivo di bonus e  stock option, collegati direttamente al rendimento dell’azienda – preferito soltanto dal 25%. Un dato quest’ultimo che conferma ancora l’attaccamento della regione al posto-fisso.

Le abitudini cambiano

Per i Millennial del Centro Italia, è fondamentale sentirsi coinvolti nel progetto aziendale per il quale lavorano (lo afferma il 69%). Allo stesso modo, viene ritenuto molto importante che l’azienda metta a disposizione programmi di wellness, come per esempio corsi di yoga o mindfulness, iniziative attive di beneficienza, come la partecipazione collettiva a gare di running, o a momenti di socializzazione come, per esempio, un corso di cucina. Al momento, non più del 26% vive quotidianamente questa realtà, all’interno dell’azienda per cui lavora; ma ben il 59% l’apprezzerebbe.

Da segnalare, poi, il fatto che il 66% preferirebbe un orario di lavoro tarato sui ritmi nord-europei. Ossia: ingresso in ufficio presto e pausa pranzo ridotta allo stretto necessario, con l’obiettivo di tornare a casa non più tardi delle 17.30.

Il tema della produttività

L’84% dei Millennial del Centro Italia controlla le email praticamente sempre, senza alcuna soluzione di continuità tra lavoro e vita privata. E nel 78% dei casi, lo fa attraverso il suo smartphone personale. Ma il 55% è fiducioso che la tecnologia ci renderà più efficienti grazie ai numerosi tool di lavoro (Slack, Jira, Evernote, applicazioni per i viaggi d’affari, ecc.).

 

 

ForceManager

Fondata a Barcellona nel 2011, ForceManager è una delle realtà leader nel settore del CRM mobile; è ora presente in 36 paesi a livello internazionale. ForceManager ha un team globale di oltre 150 persone e ha raccolto 15,7 milioni di dollari di finanziamenti attraverso round di serie A e B. Supporta oltre 1.000 clienti in tutto il mondo.

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