A quasi due anni dalla firma dello storico protocollo d’intesa tra mondo agricolo e cooperativo e industria di trasformazione, il Dipartimento Dibaf (Dipartimento per la Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali) dell’UNITUS sta dando un notevole supporto tecnico-scientifico ad un progetto di rilevanza nazionale e per altri due anni collaborerà insieme alla Filiera del Grano Duro nazionale per ideare e diffondere sistemi innovativi di gestione dati per la caratterizzazione e mappatura della qualità del grano duro in Italia.

Nei primi 12 mesi di una collaborazione triennale con il Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali dell’Università della Tuscia, il tavolo è stato guidato nell’analisi di 18 diversi parametri potenzialmente utilizzabili per classificare la qualità del grano in fase di conferimento ai centri di stoccaggio e ai mulini.

In modo unanime è stato concordato di individuare pochi, significativi e incontrovertibili parametri qualitativi, con valori soglia comprensibili e comunicabili a tutti gli operatori della filiera e validi in tutto il contesto nazionale. L’obiettivo è di promuovere e definire contratti-quadro tra agricoltori, stoccatori, industria molitoria e industria pastaria. E’ stato testato un rivoluzionario sistema di classificazione e mappatura quali-quantitativa del grano duro italiano elaborato dall’Università della Tuscia per definire disciplinari e contratti-quadro di coltivazione. Il business di questo settore è di oltre 40 miliardi di euro.

I firmatari del Protocollo d’Intesa grano duro-pasta sono Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Assosementi, COMPAG, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, ITALMOPA e i pastai di Unione Italiana Food. Da notare che l’Italia è leader mondiale della pasta con 3,4 milioni di tonnellate prodotte. Il Protocollo Grano-Pasta è una risposta di squadra per aumentare la disponibilità di grano italiano di qualità per la nostra pasta e sostenere l’agricoltura nazionale.

I rappresentanti del protocollo della filiera grano duro-pasta hanno presentato in un incontro presso la Camera dei Deputati, promosso e presieduto da Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, i primi importanti risultati raggiunti per aumentare la disponibilità di grano duro italiano di qualità e sostenibile, supportare gli agricoltori e rafforzare la competitività della pasta italiana.

A dimostrazione di un’unità di intenti nel segno di qualità, sicurezza e corretta ripartizione del valore lungo tutta la filiera, da quando è stato siglato il protocollo grano-pasta è boom dei contratti di coltivazione tra pastai e mondo agricolo e cooperativo. Il numero di questi accordi, attivi già da più di 10 anni, è raddoppiato dal 2017, passando da 6mila a più di 12mila. Nello stesso lasso di tempo, è raddoppiata anche la superficie agricola oggetto di accordo di coltivazione, ormai 200.000 ettari, più del 15% dell’intera superficie agricola nazionale coltivata a grano duro.

Dagli accordi di filiera provengono ormai oltre 700mila tonnellate di grano duro italiano, che hanno garantito all’industria molitoria il grano “giusto” per la produzione di semole adeguate alle esigenze dell’industria pastaria e agli agricoltori italiani un’equa remunerazione, al riparo dalle oscillazioni del mercato, con premi di produzione legati al raggiungimento di specifici parametri qualitativi e di sostenibilità.

Sono 5 gli ambiti di intervento identificati dalle organizzazioni della filiera grano-pasta per valorizzare la qualità del grano duro italiano.

Incrementare la disponibilità di grano duro nazionale di qualità e prodotto in modo sostenibile per venire incontro alle esigenze dell’industria molitoria e della pasta.

Incentivare e sostenere l’agricoltura virtuosa, con premi di produzione legati al raggiungimento di standard qualitativi del grano e alle caratteristiche del territorio di produzione.

Concentrare progressivamente l’offerta di grano duro e censire i centri di stoccaggio idonei alla conservazione del grano duro di qualità.

Stimolare formazione, ricerca e innovazione nella filiera italiana grano-semola-pasta.

Promuovere e difendere in maniera coesa un’immagine forte della pasta italiana, garantirne la sicurezza anche attraverso la tracciabilità informatica dei vari passaggi della filiera.