Quel contadino che spesso, molto indebitamente e con presunzione, lo si ritiene un po avulso dalla sfera sociale, considerato il suo vivere quasi sempre in campagna, ha letteralmente smentito tale diceria e noi riteniamo doverne dare atto e sostegno con ammirazione e riconoscenza.

Di fronte alle necessità, il contadino si muove, sa tirare fuori il meglio di se, quel meglio che, negli anni, ha imparato dalla sua professione tra la natura. La grandezza d’animo, la sensibilità alle avversità, il senso di aiuto reciproco, caratteristiche del mondo contadino ecco, che escono fuori nella sua generosità.

 

Molti cittadini di Montefiascone, oltre cinquanta, al di la di essere più o meno contadini, nelle pieno rispetto delle normative di precauzione, sono in fila dinanzi il civico ospedale per donare il sangue in questo momento di estrema necessità, rispondendo positivamente agli appelli che sono arrivati, dagli operatori sanitari di ogni ordine e grado.

I cittadini montefiasconesi, che possono donare, in quanto hanno tutti le carte in regola, donano il loro sangue poichè ritengono che sia doveroso, un gesto che attesta alta nobiltà d’animo, un forte senso di fratellanza umana. In certo qual modo con tale gesto si vuol essere di aiuto a chi ne ha necessità, e, in un certo senso, in questo momento particolare che il coronavirus sta mettendo a durissima prova buona parte dell’umanità, mentre di contro nella città di Montefiascone ancora non si sono avuti casi di estrema gravità, il donare vuole essere un gesto accanto alla preghiera di riconoscenza, verso la Provvidenza che sta preservando e proteggendo  la città.

 

Pietro Brigliozzi