La raccolta delle olive dello scorso anno, tra l’altro, non eccessivamente copiosa, è terminata da circa cinque mesi ma, alle porte della città, sulla statale Cassia, nel sito dell’oleificio di una nota cooperativa locale, i residui, costituiti dal fogliame separato dalle olive alla consegna di quest’ultime, giacciono ancora a ridosso del muro dello stabilimento e del muro di cinta e protezione del terreno soprastante.

Il fogliame, non essendo adeguatamente protetto, è soggetto ad ogni tipo d’intemperie originando un particolare liquido che manda cattivi odori nei dintorni. Quei residui, legge vuole, che andrebbero smaltiti in tempi brevi, proprio per la tutela della salubrità dell’ambiente.

Il fatto potrebbe considerarsi anche di poco conto, ma quello che da noia e suscita le ire degli abitanti, consiste nel fatto che, ogni anno, si ripete questa situazione, in quanto, da una parte, chi di dovere, non si preoccupa minimamente del tempestivo smaltimento dei rifiuti, dall’altra, le competenti istituzioni di vigilanza sembra non siano così attenti nel fare le dovute verifiche.

Gli abitanti nelle vicinanze, secondo il tipo di vento che soffia, sono costretti a sopportarne l’acuto sgradevole odore. In più va tenuto conto che, nell’immediatezza esiste un’abitazione frequentata, ogni giorno da diversi bambini che si ritrovano costretti, anche se in modo inconscio, a respirare quegli odori.

Pietro Brigliozzi

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