Ritornando sulla realtà del Piano Comunale di Sicurezza di Protezione Civile, altri grossi dubbi vengono dalla mancata segnalazione che, nei centri indicati come luoghi sicuri, ove le persone devono confluire, non si sa che tipo di organizzazione i cittadini troveranno.

Manca, quindi, la totale logistica operativa e, questo, per un Piano di Sicurezza di Protezione Civile, significa poca chiarezza. In detti luoghi potrebbero giungervi persone bisognose di qualunque tipo di aiuto, compreso quello sanitario, quindi che tipo di assistenza è stata predisposta in detti luoghi?

Sorge poi spontanea una domanda: è stata fatta una valutazione di quante persone le zone indicate possono ricevere? Gli abitanti delle singole vie della città sanno dove andare? Qual’è il loro punto di riferimento e quindi di convergenza?

E’ stato fatto un piano dettagliato delle singole vie che devono far capo alle specifiche zone individuate quali loro più prossime ? Gli spazi di accoglienza sono così ampi da ricevere tutti i cittadini che dovrebbero convergervi?

Per quanto riguarda poi il Centro Operativo Comunale, più tecnicamente detto C.O.C., cosa è stato fatto? Dov’è stato collocato?

La sua sede ha sicurezza antisismica e statica? E’ facilmente raggiungibile? E’ in un punto sicuro e adeguatamente corredato della dovuta strumentazione tecnica per dialogare e coordinare i soccorsi con le varie forse in campo in tempo reale? E’ stata dotata della relativa antenna per le comunicazioni? E’ stata fatta la prova tecnica con la verifica della copertura dei segnali audio su tutto il territorio comunale? Ha le altre attrezzature necessarie per la gestione dei soccorsi, specialmente, nei punti di maggiori criticità secondo le segnalazioni ed informazioni che provengono dai vari operatori che sono dislocati in più punti della città e che possono essere immediatamente utilizzabili sotto il profilo operativo, come logica e normativa chiedono, per la gestione dell’emergenza in atto?

Vista la configurazione geografica della città, è stato fatto un’apposito studio sulla viabilità alternativa per i soccorritori in caso di cedimenti edilizi, specialmente quelli del e nel centro storico?

In tutto questo contesto, di conseguenza, il Piano tiene conto che i cittadini da tutelare non sono soltanto quelli del centro storico, entro le mura del paese, che tra l’altro sono la minoranza, ma tutti i cittadini che sono sul territorio comunale, compresi quelli fuori le mura dei centri ed agglomerati le mura, che sono la maggioranza?

Alla luce di tutto questo, per quanto ci è dato sapere, sembra che il locale del C.O.C. non sia così ben attrezzato, pertanto, viene da pensare, che gli elaboratori del Piano si siano dimenticati di alcune cose importanti, senza fare altre considerazioni che non spetta a noi, metterli in luce e, molto meno, vogliamo farlo.

La nostra preoccupazione ed attenzione, interpretando quelle di tutti i cittadini, sono volte soltanto a sapere se è stata messa in piedi una realtà che si riveli, al momento in cui dovesse accadere, speriamo mai, una efficiente struttura di soccorso che sia immediatamente operativa ed in grado di dare una completa sicurezza e prestare una validissima e tempestiva assistenza a tutti i quattordicimila cittadini di Montefiascone.

Pietro Brigliozzi

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