ROMA – La lettera annunciata nei giorni scorsi è stata inviata al Ministro della Agricoltura Maurizio Martina. “I firmatari, commenta l’on. Terrosi, sono tanti colleghi provenienti dalle aree più colpite dal provvedimento”. “Lo abbiamo ripetuto in questi mesi, continuano Alessandra Terrosi e Alessandro Mazzoli (foto), lo abbiamo chiesto nelle interrogazioni e nella risoluzione presentate e, da ultimo, torniamo a chiederlo con la lettera inoltrata al Ministro. Il mondo agricolo non vuole sottrarsi ad una eventuale contribuzione alla fiscalità generale ma è necessario che vengano individuate forme più eque che non penalizzino alcuni territori a scapito di altri né taluni agricoltori rispetto ad altri.

 

Al Ministro chiediamo di poter tornare a ragionare delle zone svantaggiate e del ruolo che l’agricoltura riveste in queste aree, spesso marginali. Di ragionarne e di riconoscerlo: ciò che è stato detto in più occasioni circa il presidio del territorio svolto dagli agricoltori, circa la salvaguardia di biodiversità, la custodia di saperi che si tramandano e si incorporano, diventandone substrato prezioso, alla innovazione. Gli agricoltori che vivono e lavorano nelle aree svantaggiate meritano un ragionamento più approfondito e la ricerca di soluzioni che, forse potranno non apparire immediate, ma che vanno perseguite.”

 

Il moltiplicarsi delle iniziative in tutta Italia ad opera degli agricoltori e delle loro associazioni, dei Comuni che manifestano da un lato la perplessità sui conteggi che hanno portato ai tagli al Fondo di solidarietà e dall’altro la preoccupazione per la difficoltà con cui riusciranno a rientrare delle somme decurtate, rappresenta un chiaro segno del disagio che una intera categoria e con essa interi territori stanno vivendo. Intanto, il decreto legge sull’IMU agricola è in discussione al Senato dove si stanno concludendo le audizioni delle parti coinvolte. “Mi auguro, conclude l’on. Alessandra Terrosi, che nel provvedimento in esame possano essere individuate delle azioni miglioratrici, innanzi tutto dilazionando ancora una volta la data di pagamento per il 2014. E che per il 2015 si possa approdare ad una soluzione diversa, più equa e maggiormente condivisa”.

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