«Assistiamo sgomenti ancora una volta allo spreco di denaro da parte dell’amministrazione comunale».
Questa la denuncia di Giulio Zelli Menegali per NOI PER VETRALLA che spiega:
«È stato deliberato l’acquisto di Palazzo Cavicchioni, un palazzetto situato in Via Roma, per la cifra simbolica di 50mila euro.
Secondo noi 50mila euro sono tutt’altro che simbolici, 1 euro è una cifra simbolica, 50mila è una cifra derivante da un accordo tra venditore e compratore. Si legge un acquisto reso possibile grazie alla Casa Generalizia della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, ma grazie di cosa? Abbiamo pagato con soldi nostri!
Il tutto fa sorgere un’altra domanda, ma per quale scopo? Progetti con finalità sociali e culturali. Niente di più vago e fumoso.
La verità è che spendiamo 50mila euro per acquistare un palazzetto di dubbio valore storico che avrà bisogno di essere ristrutturato ed adeguato a norma con altri soldi della collettività, da utilizzare per non si sa cosa; il tutto a poco più di un mese dalla fine del mandato. Se questa operazione fosse stata messa in piedi da un’altra maggioranza, questi signori avrebbero fatto le barricate. Questa è la sinistra, questo è il PD, questo è il modo di operare di chi pensa è arrogante e pensa che tutto è concesso.
Questa operazione fa il paio con i 120mila euro spesi per acquistare un terreno a Cura di Vetralla di 12mila mq su cui realizzare una parte di pista per atletica, della quale non abbiamo visto lo straccio di un idea. Anche qui un bel conguaglio simbolico a spese dei cittadini.
Questi fondi potevano essere spesi per recuperare e sistemare altre strutture fatiscenti del comune, avevamo proposto un intervento sullo stabile vicino al campo sportivo della Villa di Vetralla, assegnato in concessione per il  servizio d’igiene pubblica e servizio veterinario della Asl, servizio che rischiamo di perdere viste le condizioni dei locali.
L’amministrazione Coppari è senza vergogna, continuano imperterriti a spendere soldi ed impegnare la collettività in progetti fumosi, sfruttando questo periodo figlio di una proroga da parte del Governo assolutamente non giustificata.
La misura è colma. Ora basta».