Saranno ben 19 gli immobili interessati dalla modifica: otto dovranno essere variati dalla categoria D1 (opifici) alla categoria D10 (fabbricati con funzioni produttive connessi all’attività agricola); due passeranno da C2 (magazzino) e C6 (stalla) a D10 ed infine per nove immobili attualmente accatastati in categoria A dovranno essere richiesti i requisiti di ruralità.
Una importante operazione che, una volta ultimata, potrà portare notevoli risparmi alle casse dell’Università Agraria ed anche agli utenti. A seguire passo passo tutte le operazioni è il Consigliere Bruno Cardia, aderente al gruppo “Forza Civica” guidato dal Vicepresidente Alberto Tosoni.
Cardia fa’ sapere: “Gli immobili che saranno oggetto di variazione hanno requisiti di ruralità, tuttavia nel corso degli anni tali requisiti non sono mai stati denunciati agli uffici catastali dell’Agenzia delle Entrate, comportando ovviamente maggiori spese a livello di tassazione. Per dirla in altri termini, pensiamo non sia il caso che l’Ente o un concessionario debbano pagare l’IMU su un fabbricato rurale a servizio dell’agricoltura quando già da anni, in forza del  D.L. n.201/2011 e del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanza del 26/07/2012, è possibile richiedere i requisiti di ruralità per gli immobili che li posseggono”.
Tutto l’iter sarà seguito dalla geometra Paola Amici ed avrà un costo di poco inferiore ai 5 mila euro. Un investimento che permetterà però di avere, nel tempo, un risparmio, e che dunque si inserisce sempre nella politica di riduzione delle spese anche oltre il breve termine adottata dalla corrente Amministrazione.