La Sezione Avis di Acquapendente celebra la sua festa annuale

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ACQUAPENDENTE – Nella Domenica in cui si sente immensamente la mancanza del giornalista Augusto Simboli che ne ha decantato le gesta a partire dagli inizi degli anni ’80, la Sezione Avis di Acquapendente dell’efficientissimo Presidente Emilio Bandiera celebra la sua festa annuale. Davvero toccante la parte evento mattutina.

Che nella mozzafiato cornice della Basilica Concattedrale del Santo Sepolcro ricorda sei avisini deceduti da anni: Mauro Sugaroni (primo Presidente e tra i fondatori dell’Associazione), Maria Rosaria Mazzera (infaticabile sua collaboratrice), Ilio Prudenzi (vicepresidente nel primo decennio anni 2000), Giacomo Ramini (l’aquesiano che ha effettuato più donazioni) Evelyn Moreiro e Roberta Bataloni (donatrici che sono ritornate alla Casa di Dio poco più che maggioreni). Di fronte al Presidente Avis regionale Dottor Fulvio Vicerè, al Presidente Avis provinciale Diego Biffaroni, al Segretario Provinciale Mauro Marinelli, all’Onorevole Alessandtra Terrosi, al Maresciallo della locale Caserma dei Carabinieri Francesco Costantino ed alla rappresentante del Centro Servizio per il Volontariato del Lazio Dottoressa Chiara de Carolis, il Parroco Don Enrico si è soffermato sul primo donatore della storia : Nostro Signore Gesù . “Colui Misericordioso”, sottolinea il Parroco, “ci dice con i suoi gesti che a renderci uomini e donne è la solidarietà.

Perché permette di non chiuderci in Noi stessi, di non essere egocentrici. Ed al momento del donare gratuitamente senza chiedere nulla in cambio dobbiamo pensare intensamente a Lui. A Lui che non ci abbandona mai perché ci ama. A Lui che cerca soprattutto coloro che lo rinnegano per ridargli dignità di Figli. Donare vuol dire confermare che una umanità senza Dio crea odio, divisioni, conflitti, intolleranze, violenza, manipolazione della natura. Che non vogliamo trasformarci in costruttori della nostra distruzione. E che senza Dio siamo come un corpo senza anima, una testa senza cervello. Ma anche che Dio è origine e futuro. Che siamo capaci di relazionarsi e non siamo egoisti. Che Dio è misericordioso verso i peccatori e li accoglie”. Spetta a Letizia Pallotta prima delle benedizione finale leggere la preghiera del Donatore scritta da Papa Giovanni XXIII° “O Gesù Salvatore, che hai detto: tutto ciò che avete fatto ad uno dei più piccoli tra i miei fratelli, l’avete fatto a me”, guarda propizio all’offerta che ti facciamo. Le angosce dei sofferenti, Tuoi fratelli e nostri, ci spingono a dare un po’ del nostro Sangue, perché ad essi ritorni il vigore della Vita; ma vogliamo che tale dono sia diretto a Te, che hai sparso il tuo sangue prezioso per Noi. Rendi, o Signore, la nostra vita feconda di bene per noi, per i nostri cari, per gli ammalati; sostienici nel sacrificio, perché sia sempre generoso, umile e silenzioso. Fa che con fede sappiamo scoprire il Tuo volto nei miseri per prontamente soccorrerli, ispira e guida le nostre azioni con la pura fiamma della carità, affinchè esse, compiute in unione con Te, raggiungano la perfezione e siano sempre gradite al Padre Celeste”.

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