“Essere minoranza non vuol dire opporsi a tutto”

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ACQUAPENDENTE – “Per fare chiarezza, adesso a noi la parola!” è il titolo del corposissimo report reso noto durante il fine settimana da Solange Manfredi (foto), capogruppo della lista civica Progetto Comune di Acquapendente.

“Durante il primo Consiglio Comunale”, sottolinea, “abbiamo prioritariamente durante la dichiarazione di insediamento chiarire come intendiamo portare avanti il nostro incarico, evidenziando che il cardine sarà il rispetto. Essere minoranza, è bene chiarirlo subito, non vuol dire per forza opporsi a tutto ed a tutti, ossia porre sempre in essere comportamenti ed azioni di contrasto alla maggioranza. Questo, non è per noi, buona politica. Non è impegnarsi per costruire. La minoranza, attenzione, ha una funzione istituzionale di grande importanza e, se correttamente esercitata, è uno dei pilastri della democrazia. Il compito di un consigliere di minoranza deve sì essere quello di impedire l’adozione di atti che non siano finalizzati al pubblico interesse, certo, ma questi ha anche il dovere di proporsi per affrontare e risolvere i problemi del territorio. E’ un compito complesso, che deve essere svolto con umiltà, nel rispetto delle istituzioni e nell’interesse della collettività. Si deve, cioè, operare con responsabilità e dignità politica. Sottolineo queste parole, umiltà, responsabilità e dignità politica, perché negli ultimi anni di umiltà, responsabilità e dignità in politica ne ho vista molto poca, ed i risultati sono evidenti nel disastro che abbiamo intorno. Ed invece umiltà, responsabilità e dignità politica sono i pilastri per costruire una società più giusta. Se l’opposizione fa bene il suo lavoro, non solo riesce ad ottenere una amministrazione comunale più trasparente, più democratica e rispettosa dei diritti dei cittadini, ma riesce anche, dando il suo contributo, ad aiutare l’Amministrazione ha risolvere i problemi del paese. Questa è buona politica.

Un opposizione, invece, inutilmente rissosa, diffidente, e piena di pregiudizi, che siede in Consiglio ed opera solo unicamente per provocare, criticare ed ostacolare la gestione del territorio, al fine, magari, di creare una spaccatura all’interno della maggioranza per far cadere al più presto l’Amministrazione, non solo opera senza nessun rispetto delle istituzioni, responsabilità e dignità politica ma, cosa di una gravità inaudita, per un suo interesse personale, quello di giungere al potere , impedisce la gestione del territorio e la risoluzione dei problemi da cui dipendono la vita di migliaia di persone. E l’antipolitica non costruisce, sa solo distruggere. Uno dei primi atti operati nel corso del primo Consiglio comunale, dopo il giuramento del Sindaco e l’esame dell’assenza delle incompatibilità per i Consiglieri è stata la surroga. Da più parti si è scritto e si è accusato il Sindaco Ghinassi, di aver nominato dei Consiglieri Comunali , averli fatti dimettere per permettere ai non eletti della lista di entrare a far parte del Consiglio, ipotizzando chissà quali losche manovre alle spalle degli elettori. Ed invece, è bene chiarirlo subito, gli Assessori ed il Sindaco, hanno operato nella maniera più corretta e democratica possibile. Infatti, nel governo del territorio, al Sindaco ed alla Giunta è attribuito, sinteticamente, il potere esecutivo, mentre al Consiglio il potere di controllo. Gli Assessori quindi ove non si fossero dimessi dal Consiglio Comunale, si sarebbero trovati nell’assurda, e ben poco democratica, posizione di essere contemporaneamente controllori e controllati. Cosa grottesca che, infatti, per i Comuni sopra i 15.000 abitanti, la legge espressamente vieta. Il vuoto normativo, che non prevede questa regola di buon senso e buon Governo per i Comuni sotto i 15.000 abitanti, è stato responsabilmente colmato da questa Amministrazione. Ed a fronte di un comportamento estremamente corretto, non dovuto, che rispetta i principi democratici, si grida allo scandalo. Per quanto riguarda il nuovo regolamento comunale presentato, abbiamo rilevato che l’articolo 15, la Costituzione della Commissione di Controllo e garanzia sul funzionamento dell’azione amministrativa, forma fondamentale di democrazia e di partecipazione delle minoranze, era prevista come facoltativa, vi era infatti scritto “può costituire”.

Abbiamo quindi chiesto una modifica al testo dell’articolo 15: “da può costituire”, a “costituisce”. La nostra richiesta è stata accolta e dunque l’importante Commissione di controllo e garanzia verrà costituita. Altro punto all’Ordine del Giorni ha riguardato le linee programmatiche relative alle azioni, ed ai progetti, che l’Amministrazione intende realizzare nel corso del mandato. Con grande piacere abbiamo constatato che il programma dell’Amministrazione ha molti punti in comune con il nostro. Si pensi alla tutela dell’ambiente, allo sviluppo del territorio, al potenziamento dell’Ospedale, al promuovere un agricoltura di qualità, all’intenzione di rivalutare città e borghi, a promuovere il turismo, sono alla dichiarazione del Sindaco sull’acqua pubblica ed il no alla geotermia speculativa. A questo tipo di linee programmatiche abbiamo, quindi, votato sì perché ripetiamo, i punti principali coincidono con quelli del nostro programma. E cosa dovevamo fare. Solo perché siamo opposizione, nonostante la coincidenza dei punti principali del programma, ricordiamo che si parlava di linee programmatiche. Dovevamo votare contro ? Comunque contro, sempre contro a prescindere ? Cosa ha a vedere questo con la buona politica ? Nulla. Ed infatti, a dimostrazione di come i punti fondamentali del programma della maggioranza coincidano con il nostro, il secondo Consiglio si è aperto con una importante dichiarazione del Sindaco Angelo Ghinassi sulla questione delle centrali pilota geotermiche. Ma non solo. Il suo, infatti, è stato un nò politico non solo alle centrale geotermiche, ma un no politico a questo tipo di sviluppo per il nostro territorio. Nei giorni precedenti il secondo Consiglio Comunale, l’Amministrazione vista la mia disponibilità palesata a voler mettere a disposizione le mie competenze, mi ha chiesto se volevo entrare a far parte della Comunità Montana. La richiesta veniva motivata con il fatto che, all’interno di questo Ente, le mie competenze in diritto potevano essere utili. Anche io ero della stessa idea e, quindi, accettavo volentieri l’offerta. Tre ore prima del Consiglio, il gruppo di minoranza capeggiato da Francesco Luzzi, venuto a sapere dell’appoggio della maggioranza per la mia nomina alla Comunità Montana, nomina che, diversamente, non sarebbe stata possibile vista l’assenza di Barbara Belcari, mi ha contattata manifestandomi il suo interesse ad entrare nell’Ente. La motivazione, mi si è detto, nel fatto che la Comunità Montana si interessa di rifiuti, appalti, cooperative ecc ed, essendo la lista “Città a cuore” una lista formata prevalentemente da imprenditori, le loro competenze potevano essere utili al territorio. Viceversa, la mia competenza, e la mia battaglia per la tutela dei diritti, potevano trovare miglior impiego come Presidente della istituenda Commissione di controllo e garanzia. Pur comprendendo le ragioni dell’interesse del gruppo “Città a cuore” alla Comunità Montana, comprendendole molto bene, confermavo la mia disponibilità alla nomina spiegando che nella Commissione controllo e garanzia, anche se non come Presidente, sarei entrata ugualmente e, quindi, le mie competenze avrebbero comunque trovato impiego. Diversamente, nella Comunità Montana, sarebbe venuto a mancare un esperto di diritto che, invece, chi gestisce il territorio riteneva utile. Al momento delle votazioni, quindi, mancando Barbara Belcari, la mia nomina alla Comunità Montana è stata possibile grazie ai voti della maggioranza. Altra Commissione, votata nel consiglio del primo Luglio, è stata quella elettorale. Anche in questo caso non possiamo non segnalare la grande correttezza della maggioranza . Infatti, come prima detto, a causa dell’assenza di Barbara Belcari, non avremmo potuto entrare in questa Commissione. La maggioranza, ritenendo che non fosse giusto che non fossimo rappresentati, anche in questo caso, ha votato per noi. In questo Consiglio si è votato anche sulla determinazione indennità amministratori, articolo 1 comma 136 della Legge 54 del 2014. Sia la maggioranza che io abbiamo votato per il sì, mentre i consiglieri Luzzi e Camilli si sono astenuti. Su questo specifico punto, appena finito il Consiglio, sono state messe in giro voci che affermavano che la maggioranza si era aumentata gli stipendi. Quello che è stato votato è stato un adempimento di Legge, un atto dovuto. Niente di più. Ovvero si dava conto, per quanto concerne le indennità, di quanto prevede la Legge Nazionale.

Dunque, nessuno si alza lo stipendio. Ripeto, si trattata di un adempimento di Legge. E è vero, io ho votato sì. Dovevo votare contro ad un adempimento di Legge ? Mi si vuol veramente fra credere che dovevo votare no rispetto di una Legge che non presenta profili di incostituzionalità ? La minoranza, tra le funzioni, deve controllare che la maggioranza operi legittimamente, seguendo le leggi, ed infatti, attenzione, nessuno ha votato nò. E non sorprende, difficile votare no al rispetto di una Legge. Gli altri componenti della minoranza si sono astenuti. E, anche qui, facciamo chiarezza sul valore dell’astensione, perché mi pare ci sia un po’ di confusione. Cosa significa effettivamente astenersi ? Quando ci si astiene e che significato dargli ? Durante le votazioni ci si può astenere perché si è in dubbio su qualcosa cui si deve votare, o non si è capito su cosa votare, o perché non si è avuto tempo o possibilità, di informarsi prima del Consiglio su quanto si stà votando. L’astensione può avere, poi un forte significato politico, e può influire in modo determinante sull’approvazione di una Delibera, quando questa influisce sul quorum, ossia l’astensione può portare alla non approvazione della Delibera. Ma non era questo il caso, visto che la maggioranza ha votato sì (7 voti), mentre la minoranza, anche unita, mancando Barbara Belcari non aveva il quorum sufficiente. Dunque, quello che è successo, è che si è votato su un adempimento di Legge, un atto dovuto che nulla determinava in più all’ordine degli stipendi. Ecco perché ci ha estremamente sorpreso che, a pochi minuti dal Consiglio, si sia scatenato questo attacco, portato con argomentazioni inesatte ed incomplete, che hanno però scaldato gli animi di molti. Le voci volevano un aumento importante degli stipendi a cui io avevo votato si. La conseguenza di queste voci, assolutamente inesatte, è stata che nella giornata di Sabato, numerose sono state le telefonate ed i messaggi che abbiamo ricevuto su questo argomento. Tutto ciò ha comportato, nel mio caso, che Sabato invece di lavorare sui documenti della Talete, ho passato il mio tempo a dover rispondere a delle chiacchiere. Tralascio le accuse, gli insulti e le offese. Chiacchiere che sono continuate nei giorni successivi, con modalità sempre più offensive, basate sul nulla ma che, ancora una volta, hanno fatto perdere tempo, tutto ciò a scapito del lavoro molto più importante sulla Talete, che riguarda tutta la popolazione. Attenzione perché questa è una tecnica ben conosciuta e, soprattutto, sin troppo usata: mettere in giro voci che sono in grado di infiammare gli animi. Chi mette in giro queste voci impiega due minuti del suo tempo, chi deve confutarle è costretto a sottrarre al lavoro ore, se non giorni, a seconda dei casi. Con questa modalità, insomma, si vuole impedire alle persone di lavorare sulle cose importanti, per poi dire che non si risolvono i problemi. Bene, io a questo gioco non ci stò. Chi ci ha votato lo ha fatto per le nostre competenze perché risolvessimo dei problemi, non per correre dietro alle chiacchiere. E per risolvere i problemi, si deve lavorare e lavorare tanto, altrimenti i risultati non arrivano. E noi vogliamo lavorare e portare risultati. Per quanto riguarda componenti di Frazione Trevinano e Torre Alfina, mi piace sottolineare come a Trevinano vi era una sola lista con all’interno la rappresentate del nostro Gruppo Patrizia Scaravelli. Alle votazioni, la lista ha avuto il si della maggioranza ed il mio. Il Gruppo di minoranza della Lista “La Città a cuore” si è astenuta. A Torre Alfina invece sono state presentate tre liste. La prima rappresentata da Cristiano Tiberi, la seconda della maggioranza rappresentata da Mauro Favero, la terza del gruppo minoranza Città a Cuore rappresentata da Franesco Lanzi. La lista di Mauro Favero ha vinto ed io ho votato per questa. La mia decisione, ha scatenato nei giorni successivi, polemiche causate anche questa volta da notizie incomplete. Nel fare chiarezza, affermo che Cristiano Tiberi è un nostro consigliere, ma la lista presentata per il Consiglio di Frazione è stata una sua iniziativa personale, non condivisa con il gruppo e dal gruppo. Infatti le indicazioni che avevamo dato a Cristiano come gruppo erano altre. Ben sapendo che il Consiglio di Frazione sarebbe stato eletto dal Consiglio Comunale, avevamo dato indicazioni perché si formasse una lista unica, come a Trevinano, così da poter avere dei nostri rappresentanti all’interno della lista che sicuramente sarebbe stata votata dalla maggioranza e dunque avrebbe vinto. Cristiano, in assoluta autonomia, come era peraltro in suo diritto, ha scelto di non seguire le nostre indicazioni ed attivarsi per formare una sua lista. La decisione, e la creazione della sua lista, è stata comunicata al nostro gruppo solo due ore prima dell’Assemblea del 14 Giugno attraverso un messaggio su facebook. Io, poi, non passando non passando le mie ore su facebook ma lavorando, sono venuta a sapere di tale iniziativa solo un’ora prima dell’Assemblea, e senza neanche conoscere le persone inserite nella lista.

Fortunatamente nella lista di Mauro Favero era entrata una nostra sostenitrice, Alessandra Matarazzo, e quindi il nostro Gruppo era comunque rappresentato all’interno della maggioranza . Nei giorni successivi alla votazione Cristiano Tiberi mi ha chiesto spiegazioni del mio voto ed ho risposto che aveva deciso di fare una lista non sapendo che questa sarebbe stata votata successivamente dal Consiglio ma ritenendo che, quella sera, la scelta sarebbe stata affidata all’Assemblea con votazione. Io ho saputo del fatto alle ore 20.00 e sono rimasta sorpresa sul perché di una decisione che non avrebbe avuto nessuna speranza di successo. Quando è arrivato Ghinassi gli ho spiegato l’equivoco e lui correttamente mi ha detto che ha Torre Alfina avevamo vinto e che nella lista sarebbe stato giusto che la popolazione venisse rappresentata in modo maggiore nella lista di Favero. Il Sindaco mi ha parlato quindi di fusione. Vorrei ricordare a Cristiano che sono assolutamente concorde con il difendere i principi visto che sono il mio lavoro e la mia vita, anche se vanno difesi con preparazione, conoscenza e senza personalismi. Diversamente non producono nulla di buono, anzi, ci si và a schiantare contro un muro. Secondo il mio modo di vedere la lealtà dello stesso deve essere nei confronti di Torre Alfina. Per rappresentare il borgo in cui vive, e per la cui tutela si era candidato nella nostra lista. Una scelta consapevole, secondo me, avrebbe dovuto essere quella di unire le due liste per poter avere nella lista che inevitabilmente avrebbe avuto la maggioranza dei voti del Consiglio, una rappresentanza più forte di tutti quegli elettori che lo avevano votato il 5 Giugno. Lui, ha invece deciso di mantenere la sua scelta, anche quando non ha avuto alcuna speranza di successo, per lealtà nei confronti dei compagni di lista. Non può comunque pretendere che queste vangano condivise. Quando si è arrivati alla votazione in Consiglio ho ritenuto più corretto politicamente dare il mio voto alla lista di Mauro per appoggiare Alessandra ed evidenziare che, anche se era la lista della maggioranza, che i torresi che ci avevano votato erano rappresentati. I principi sono importanti e vanno difesi ma, ripeto, vanno difesi con preparazione, conoscenza e senza personalismi, altrimenti il risultato non è mai positivo. Cristiano ha deciso quindi di difendere dei principi facendo una lista in poche ore, senza sapere come si sarebbe votato, ed anche quando ha saputo che non ci sarebbe stata alcuna possibilità di vittoria, invece di cercare la soluzione migliore per poter rappresentare i torresi, ha scelto di proseguire nella sua strada che nulla avrebbe portato al borgo per lealtà nei confronti dei tuoi compagni di lista. In virtù di questa mia presa di posizione, Cristiano ha abbandonato il gruppo. Posizione del tutto legittima come la sua decisione ed il suo punto di vista sulla vicenda. Tengo solo a precisare, che mai appoggerò chi agisce seppur spinto da buone intenzioni, in maniera frettolosa, non informata e non consapevole. Agendo così non si costruisce nulla, ma si reca solo pregiudizio agli altri, a coloro che hanno votato e che avevano tutto il diritto di essere adeguatamente rappresentati nel Consiglio di Frazione. Concludo che abbiamo ottenuto come gruppo di minoranza un risultato estremamente positivo, perché per la prima volta ad Acquapendente esiste una Commissione di Controllo e garanzia e perché siamo all’interno di un Ente come la Comunità Montana di grande importanza per il territorio. Ma non solo: c’è infatti una apertura straordinaria verso le nostre idee e proposte da parte dell’Amministrazione. C’è chi, a questo atteggiamento dell’Amministrazione nei nostri confronti, ha dato un’interpretazione positiva, chi dubbia, chi negativa. Legittimo, ognuno vede il mondo con i propri occhi ed i propri principi. E’ la meraviglia di essere uomini e non macchine. Ma come personale interpretazione, possono sottolineare che tutto è dettato anche dal voler risolvere, nel migliore dei modi, i problemi del paese attingendo a tutte le competenze del territorio, senza nessuna preclusione, nessun pregiudizio, nessuno schieramento, nessun pericoloso personalismo ma solo dal desiderio di lavorare insieme, ed al meglio, per il territorio. Questa è quella che chiamiamo buona politica. Questo significa costruire e noi siamo qui per costruire. Le chiacchiere le lasciamo ad altri”

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