Anche la Mondadori e l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si occupano di Civita di Bagnoregio

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BAGNOREGIO – “Perchè Civita di Bagnoregio è detta Città che muore?”. E’ questo il titolo dell’articolo presente nell’ultimo numero della rivista scientifica “Airone”, testata del gruppo Mondadori.

Questo il testo integrale dell’articolo che si occupa del piccolo centro in provincia di Viterbo: “Il soprannome, dato dallo scrittore Bonaventura Tecchi (1896-1968), originario di Bagnoregio, evoca la precaria situazione di questo minuscolo paese in provincia di Viterbo, che conta appena una decina di abitanti e che ha come unico collegamento con il resto del mondo un ponte pedonale, largo un metro circa. Si trova infatti su un terreno particolarmente friabile, oggetto di continua erosione a causa degli agenti atmosferici, che rischia di farlo franare dallo sperone su cui è adagiato. Del villaggio, considerato tra i più belli d’Italia, si parla in documenti risalenti a quasi 1500 anni fa. Il nome significa “bagno del re” per la presenza di bagni termali apprezzati dal re longobardo Desiderio, vissuto nell’VII secolo. Oggi la situazione è così grave che è scattato un appello promosso dalla regione, che vede anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano tra i firmatari, per far ottenere a questo delizioso borgo e alla circostante valle dei Calanchi il riconoscimento dell’Unesco di Patrimonio mondiale dell’umanità”.

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