“La revoca del Presidente non può essere attivata per motivazioni politiche”

0

 

BASSANO ROMANO – “La mozione di sfiducia è valida solo se suffragata da omissioni ripetute sul piano istituzionale”. Questo in sostanza il parere del Ministero dell’Interno sulla mozione di sfiducia presentata dai sette consiglieri comunali di maggioranza contro il presidente del consiglio comunale bassanese.

Esulta Alfredo Boldorini (foto) che, lette le motivazioni della mozione, in data 3 Ottobre scorso aveva posto un quesito in merito al Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno. La risposta è arrivata in Prefettura il 7 Ottobre ma solo questa mattina è stata notificata agli uffici comunali.

“Sono molto contento – afferma Boldorini – che il Ministero dell’Interno mi abbia dato ragione. La mozione di sfiducia presentata è priva di sostanza in quanto, come specificato puntualmente dal Viminale “la giurisprudenza ha chiarito che la figura del Presidente del consiglio è posta a garanzia del corretto funzionamento di detto organo e della corretta dialettica tra maggioranza e minoranza, per cui la revoca non può che essere causata dal cattivo esercizio della funzione, in quanto ne sia viziata la neutralità e deve essere motivata, perciò, con esclusivo riferimento a tale parametro e non a un rapporto di fiducia (conforme, TAR Puglia – Lecce, sentenza n. 528/2014, Consiglio di Stato, Sez. V, 26 novembre 2013, n. 5605.

Si segnala, inoltre, che il TAR Campania – Napoli sez. I, con decisione 3/5/2012 n. 2013, ribadendo che il ruolo del presidente del consiglio comunale è strumentale non già all’attuazione di un indirizzo politico di maggioranza, bensì al corretto funzionamento dell’organo stesso e, come tale, non solo è neutrale, ma non può restare soggetto al mutevole atteggiamento fiduciario della maggioranza, ha precisato che la revoca di detta carica non può essere attivata per motivazioni politiche, ma solo istituzionali, quali la ripetuta e ingiustificata omissione della convocazione del Consiglio o le ripetute violazioni dello statuto o dei regolamenti comunali (v. anche, Cons. Stato, sez. V, 18/018/20016, n. 114).

Sono molto soddisfatto che la mia tesi sia stata accolta sia dal Ministero dell’Interno che dalla Prefettura. Quella mozione, presentata con quelle motivazioni specifiche era priva di fondamenti normativi. Ancora una volta, sono riuscito -in modo del tutto positivo- a mettere le cose al proprio posto sempre e comunque suffragato dalle carte. Alle accuse campate in aria e spesso anche dal tono vessatorio e arrogante rispondo sempre con i documenti ufficiali di Prefettura e Ministero dell’Interno”.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.