Scuola Rodari: da domani lo spostamento in altri plessi

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CIVITA CASTELLANA – In merito alla chiusura della scuola elementare “Gianni Rodari” interviene il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli (foto), che ha firmato l’ordinanza relativa.

 

“Alla scuola Rodari, come spiegato a tutti i genitori nella riunione pubblica di lunedì pomeriggio, ho assunto la responsabilità di chiudere nuovamente la scuola, perché in seguito alle ulteriori indagini fatte con l’ufficio tecnico e al confronto avuto personalmente con il responsabile del Genio Civile ho deciso che la sicurezza dei bambini non può sopportare nemmeno la minima probabilità di rischio – ha spiegato il sindaco Angelelli -voglio ringraziare i genitori che nella riunione di lunedì si sono dimostrati comprensivi e hanno capito che in situazioni di difficoltà ed emergenza si reagisce con spirito di collaborazione e tutti insieme.

 

L’amministrazione ha agito in massima trasparenza e continuerà a farlo comunicando tutte le informazioni a disposizione alle molte famiglie coinvolte da vicino in questa situazione.

 

Per il momento abbiamo deciso di collocare due classi della Rodari alla XXV Aprile, due alla Manzi, una alla scuola d’infanzia Priati e sei classi alla Dante Alighieri.

 

Nel frattempo con l’ordinanza n.16 ho incaricato l’ufficio tecnico di sistemare i locali che si trovano al primo piano dell’Ex tribunale, dove ricaveremo 4 o 5 aule. Non appena questi lavori saranno terminati (si impiegheranno circa 6/7 giorni) una parte delle classi che si trovano nelle condizioni più difficoltose saranno portate all’ex tribunale.

 

Insieme con il Presidente della Provincia Mazzola stiamo cercando inoltre di spostare i ragazzi dell’Ivan Rossi che si trovano al piano terra dell’ex tribunale nella sede storica della loro scuola in via Petrarca.

 

Non appena i ragazzi dell’Ivan Rossi libereranno le aule potremo riunire tutta la Rodari all’ex tribunale risolvendo i disagi dei bambini, delle maestre e dei genitori. Non è un’operazione semplice quest’ultima e ci auguriamo che possa andare in porto quanto prima.

 

In questo momento di emergenza garantiamo da mercoledì 13 la ripresa delle lezioni. Sempre da domani i bambini che dovranno recarsi nei plessi della XXV Aprile, della Manzi e della materna Priati che non possono essere accompagnati dai genitori per effettivi e seri motivi, potranno usufruire di un pulmino della Vitertur che li preleverà davanti alla Rodari, li accompagnerà nei vari plessi e alla fine delle lezioni farà il percorso contrario riportandoli alla Rodari. I genitori dovranno essere presenti per consegnarli e per riprenderli. Chiedo ancora a tutti collaborazione.”

 

Il motivo della chiusura dall’11 aprile della scuola Rodari è completamente differente rispetto a quello che ne impose la chiusura nel 2013. Allora si avevano problemi nelle fondazioni causate da forti perdite d’acqua, ormai risolti. La scuola fu riaperta in una sua parte dopo aver fatto eseguire i collaudi statici dei solai risultati conformi sull’intera struttura.

 

Tuttavia ci si accorse che l’ala destra della scuola, costruita successivamente rispetto all’altra, ad una analisi del calcestruzzo utilizzato per la sua edificazione presentava delle anomalie e proprio per questo fu mantenuta chiusa. Le due parti sono fisicamente staccate da un giunto netto e costruite in epoche differenti. Completata l’analisi in queste ultime settimane, l’ufficio tecnico ha redatto il progetto esecutivo di adeguamento sismico proprio della parte chiusa e lo ha inviato al Genio Civile.

 

Il tecnico incaricato di redigere i calcoli, seppur non ha evidenziato problemi imminenti, e fermo restando il collaudo statico regolare dell’intera struttura, ha sottolineato che sotto il profilo sismico l’ala già interdetta della scuola risulta non adeguata perché i materiali utilizzati per alcuni pilastri non raggiungono i livelli ottimali di resistenza. In questa parte non sono mai entrati i bambini. Tuttavia alla luce delle ultime analisi compiute e sentito il parere del Genio Civile e il prefetto di Viterbo, il sindaco ha ritenuto che sia più sicuro chiudere completamente la scuola sebbene la parte in cui sono oggi i bambini non è soggetta ad alcun problema. Un ulteriore scrupolo a salvaguardia della sicurezza dei bambini.

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