30 mila euro di truffa agli anziani, la Polizia mette in guardia i cittadini

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Truffe agli anziani. Un fenomeno deprecabile, purtroppo in costante espansione nella nostra provincia. Sono infatti quattro i casi consumati negli ultimi venti giorni nella Tuscia; altri due, invece, sono stati tentati ma non portati a termine. Operazioni criminose, queste, che in totale sono costate, alle ignare vittime, circa 30 mila euro.

 

La tecnica utilizzata è di quelle ben studiate. L’anziano viene raggiunto telefonicamente al numero fisso della propria abitazione da un sedicente appartenente alle forze dell’ordine, per essere informato di un incidente occorso a un proprio familiare. L’anziano, principalmente ultra sessantacinquenne, viene messo al corrente del fatto che il proprio caro sarà trattenuto fin quando non verrà corrisposta una cauzione. A tal fine, un malvivente nelle vesti di avvocato contatta a sua volta l’anziano per prelevare il denaro o, a volte, anche preziosi di proprietà della vittima. Nel contempo la linea telefonica viene tenuta costantemente occupata dai truffatori, impedendo così all’anziano di poter chiedere aiuto o contattare il parente interessato.

 

Tutto ciò viene effettuato giocando sulla debolezza degli anziani, spesso lasciati soli in casa in estate. facilmente influenzabili nel momento in cui ad essi viene riferito che un proprio caro ha bisogno del proprio aiuto.

 

Alla luce di ciò, la Polizia di Stato, nella persona del capo della squadra mobile di Viterbo, Fabio Zampaglione, lancia un appello alla cittadinanza: “Agli anziani della nostra provincia raccomando di non credere a queste persone. Non è prassi delle forze di polizia chiedere denaro per rilasciare una persona. Se ci si trovasse di fronte a tali casi è necessario chiamare con un cellulare la polizia o i carabinieri, in modo da denunciare il fatto”.

 

Ulteriori raccomandazioni vengono fornite dal vicequestore aggiunto, Tiziana Cencioni: “Gli anziani non devono aprire agli sconosciuti e non devono dare confidenza a soggetti apparentemente interessati alla loro vita, in modo da non rivelare informazioni relative alla propria famiglia, utili a chi intende commettere una truffa. Per una maggiore divulgazione dei comportamenti da tenere, abbiamo stipulato un protocollo d’intesa con l’associazione anziani di Confartigianato e, a partire dal mese di agosto, un operatore di polizia inizierà a girare nei Comuni che ci hanno sino ad ora dato disponibilità (Viterbo, Vetralla, Soriano e Tarquinia, ndr) per spiegare agli anziani il vademecum del Ministero dell’Interno, in cui viene illustrato il giusto modo di comportarsi.

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