“Colombari romani sepolti da erbacce e rovi sulla Cassia sud”

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VITERBO – “L’associazione Solidarietà Cittadina continua a ricevere segnalazioni da parte dei viterbesi. Questa volta in merito al degrado di alcuni monumenti antichi e più precisamente tre Colombari romani, ubicati sulla S.S. Cassia sud, a pochi metri dal Ponte dell’Elce.

I Colombari sono delle piccole celle funerarie a forma quadrangolare, ricavate dalle pareti di tufo e destinate ad ospitare le ceneri del defunto. Sono proprio su una delle strade più importanti di Viterbo, percorsa da migliaia di pellegrini provenienti da Siena e diretti a Roma.

I manufatti che sonno resistiti al tempo, ora sono immersi nella vegetazione più fitta, e non solo, proprio davanti ad essi è stato apposto un cartello pubblicitario in modo da coprire ogni possibilità di accesso. È così difficile occuparsi delle bellezze della nostra città? Ancora non si è capito, che su questo Viterbo, potrebbe investire e fornire lavoro e ricchezza per i suoi abitanti?

Basterebbe un’ora di lavoro per togliere i tralci d’edera e rovi. Se poi si mettesse anche un cartello informativo, e non pubblicitario, davanti o di lato, per spiegare cosa sono quelle nicchie nella roccia si fornirebbe un servizio utile ai viandanti.

Quale città al mondo nasconderebbe siti così importanti. Nel passato ho organizzato e partecipato a gite in alcune regioni vicine, visitando siti interessanti, ma anche mediocri, che attirano centinaia di turisti ogni giorno: evidentemente sono ben pubblicizzate.

Noi che a Viterbo e dintorni abbiamo cose tanto importanti e famose che altri neanche si sognano, non solo non li sviluppiamo, ma li nascondiamo e li riduciamo a posti impraticabili vedi Castel d’Asso. Per i turisti che vengono a Viterbo, a parte il centro storico, il resto è tabù.

Dalle informazioni ricevute risulta, se esatte, che la custodia e la conservazioni dei siti suddetti sia di pertinenza dell Assessorato al Patrimonio come anche la disposizione dei cartelloni pubblicitari sulle strade. Per tanto invitiamo l’addetto a svolgere il proprio dovere prima di tutto togliere il cartellone pubblicitario posto davanti al sito archeologico e dare spazio alla piccola area per i visitatori.

Se non sapete neanche dove si trova saremo ben lieti di accompagnarvi. In tutto questo contesto non vorremmo essere ripetitivi ma basta guardare come sono sfruttate le nostre acque e fanghi termali per darci le risposte di chi ci ha amministrato e di chi ci amministra”.

Franco Marinelli
Solidarietà Cittadina

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