Consegnati altri 40 assegni Talete ai cittadini in esecuzione delle condanne al risarcimento dei danni

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PROVINCIA – “Moltissime sentenze hanno dato ragione ai cittadini appoggiati dal Comitato Acqua Potabile-ADUC e gli enti gestori sono stati condannati al pagamento dei danni, con importi diversificati in base ai pagamenti effettuati. Il Comune di Ronciglione ha presentato appello alle sentenze, che lo condannavano al pagamento dei danni, dimostrando così di non essere dalla parte dei cittadini; la maggioranza che ora guida questo Comune non intende ASSOLVERE al dovere di riconoscere i diritti dei cittadini, nonostante la vittoria elettorale sia stata loro assicurata, proprio dalla insolvenza della vecchia amministrazione sul tema dell’acqua potabile.

 

Le leggi ci sono e quando l’acqua viene distribuita non potabile gli enti gestori non possono pretendere il pagamento per intero e devono ridurre del 50% le bollette dell’acqua. Le sentenze parlano chiaro e mentre questo Comune si comporta in questa assurda maniera, spendendo anche per gli avvocati (spese che ricadranno nuovamente sui cittadini), la Talete consegna all’avvocato Riccardo Catini dello studio legale Pistilli altri 40 assegni di cui si allega copia senza nominativi delle persone che li riscuoteranno, per la privacy. Clicca qui . Il problema acqua potabile però, nonostante le deroghe europee scadute il 31 dicembre 2012, non è ancora risolto e non ci sembra vicina la soluzione definitiva.

 

La scelta fatta dall’allora commissario all’emergenza arsenico signora Polverini, di dotare i comuni di dearsenificatori, si è dimostrata una scelta sciagurata per i costi della messa in opera degli stessi e della manutenzione, cambio filtri ecc. Oltre tutto molti di questi dearsenificatori non funzionano regolarmente, spesso superando i parametri di legge,  che fissano il limite a 10 microgrammi/litro. (Occorre dire che studi scientifici affermano: “nelle acque potabili l’arsenico non deve esserci”).

 

Inoltre, per assicurare acqua potabile tutti i giorni e in tutte le ore con arsenico, almeno nei limiti imposti dalla legge, si dovrebbero effettuare analisi in maniera continuativa. Infatti i comuni dopo gli accertamenti della ASL, che avvengono periodicamente, sono spesso costretti a dichiarare non potabile l’acqua che viene distribuita. Ciò significa che tra una analisi e l’altra potrebbe essere stata distribuita acqua avvelenata. La Polverini, allora presidente della Regione e commissario all’emergenza arsenico, ha fatto la sua “buona” scelta ed ha lasciato al nuovo consiglio regionale la patata bollente.

 

Come si sta affrontando ora il problema?  Se c’è chi ne è a conoscenza  lo faccia sapere anche a noi, e soprattutto lo dica apertamente ai cittadini. Perché non si verificano gli studi dell’Università della Tuscia che indicano alcuni punti nel sottosuolo viterbese dove emungere l’acqua? Perché non si pensa a dotare il viterbese di acqua proveniente dal Peschiera? Siamo ancora in attesa di risposte certe. Di certo sappiamo che non è più possibile che i  cittadini debbano pagare, come potabili, acque che troppo spesso non sono potabili e inoltre pagare le multe fatte ai Comuni dalla ASL, perché distribuiscono acqua non potabile. Paradossi tutti italiani: I cittadini ricevono in casa acqua non potabile, pagano bollette esagerate, pagano le multe, pagano gli avvocati che difendono i Comuni contro loro stessi.

 

Ci fermiamo qui. Non entriamo nel merito dell’altro grande problema che è la volontà politica del Governo, e il cincischiare della Regione Lazio, per disattendere l’esito del referendum che chiedeva  la pubblicizzazione dell’acqua.

 

L’acqua è un diritto sacrosanto e deve essere assicurata a tutti; non può divenire merce sottraendola al pubblico per regalarla al privato in maniera che possa trarne profitto. Per tutti questi motivi presso il Comitato acqua potabile – ADUC tutti i giorni in Ronciglione via Resistenza, 3 e UIL Pensionati Vitervo via Cavour 68 il mercoledì pomeriggio dalle 16 alla 18,  è ancora possibile rivendicare il diritto all’acqua potabile e ai risarcimenti per l’acqua distribuita non potabile. Tel 3683065221 comitato.acqua.potabile@gmail.com”.

 

Raimondo Chiricozzi

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