Montefiascone ha reso onore ai caduti

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – La cittadina di Montefiascone, come d’altra parte si è fatto in tutta Italia, con una cerimonia semplice ma molto sentita e suggestiva, ha reso gli onori ai caduti della grande guerra del quindici diciotto presso il monumento loro dedicato. La cerimonia si è svolta all’interno del Prato Giardino ove si trova il monumento, alla presenza delle massime autorità delle varie forse armate locali, di un buon numero di persone adulti e molti ragazzi in rappresentanza delle varie scuole di ogni ordine e grado che sono presenti nella cittadina Vulsinia. Erano presenti anche le maggiori associazioni della città con i loro labari e bandiere, le quali hanno fatto degna corona intorno al monumento.

 

E’ stata una cerimonia suggestiva e molto sentita nella quale i ragazzi delle varie scuole accompagnati dai loro insegnanti, prima del discorso ufficiale del sindaco L. Cimarello, hanno letto stralci di lettere di alcuni soldati inviati dal fronte, prima di morire, ai loro famigliari più cari, brani di grandi patrioti letterati, spunti di riflessione fatti da loro stessi. La storia raccontata dalla canzone del Piave è stata, ovviamente, il tema più trattato.

 

Il sindaco nel suo intervento è stato breve ma ha esposto con estrema chiarezza ed alcuni aneddoti il significato di questa festa sottolineato soprattutto il sacrificio di tanti giovani che hanno dato la loro vita per ridare alla nazione Italiana, al suo popolo, a noi tutti, la piena libertà in un clima di pace e prosperità. Nelle trincee si affrontavano, si sfidavano ed uccidevano giovani contro giovani ma difronte ad un fontanile ove tutti accorrevano per rifornirsi di acqua c’era rispetto con la tacitazione delle armi, quasi una tregua. Oggi siamo qui, ha concluso il primo cittadino, per ricordare quei momenti, per rivivere quella realtà, per renderci sempre più convinti che i contenziosi tra stati non si devono mai risolvere con la desolazione della guerra e il crepitio delle armi ma in un rapporto di dialogo e su tutto deve, sempre e comunque, regnare la libertà dei popoli e la pace tra le nazioni.

 

Quindi è stata posta una corona d’alloro ai piedi del monumento quale sigillo di riconoscenza e conseguenza di quanto affermato. La cerimonia si è conclusa con l’esibizione dei ragazzi del maestro Bordini, i quali, con i loro flauti e chitarre, hanno eseguito l’Inno Europeo prima e l’Inno d’Italia poi.

 

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