Montefiascone, ultimo saluto a Massimo Limiti

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – In un clima si forte raccoglimento molti cittadini di Montefiascone hanno reso l’estremo saluto al grande amico Massimo Limiti deceduto, come tutti sappiamo, mentre, viaggiando in treno per recarsi al lavoro, come faceva ogni giorni da diversi anni, tra le stazione di Montefiascone ove era salito e quella di Grotte S. Stefano, qualche giorno fa, veniva colpito da un forte malore che lo portava alla morte.

 

Massimo, un ragazzo pieno di vita e di bontà era molto conosciuto nel paese; era sempre pronto ad aiutare la dove c’era necessità, sempre con il sorriso sulle labbra in un atteggiamento responsabile e di estrema cordialità; vicino a Massimo non si poteva stare se non si era ilari e gioiosi, sapeva, sempre e con garbo, spegnere ogni discussione che andava oltre la ragionevolezza. In questo contesto era membro di diverse organizzazioni locali con i quali collaborava per la migliore riuscita delle varie attività, dalla festa patronale, alla festa della bistecca in frazione Mosse ove viveva; dalla realizzazione del presepio vivente in frazione Coste all’attività del movimento dei pendolari dell’Alto Lazio, ma soprattutto, Massimo, era molto impegnato nell’As.Vo.M. – Protezione Civile nella quale faceva parte del settore antincendio, anzi era l’elemento chiave del settore.

 

Oggi, insieme ai genitori, ai famigliari più stretti, tutte le associazioni ed alcuni ferrovieri, anche lui lavorava in RFI, gli hanno voluto rendere i dovuti onori presenziando, in massa, la Santa Messa, concelebrata nella basilica di S. Flaviano dai sacerdoti Giuseppe e Luciano Trapè con Giuseppe Mugnaini in suffragio della sua anima, con un composto silenzio accompagnato da grande commozione, molti gli occhi visti bagnati di lacrime ed una tristezza che permeava i volti di tutti.

 

I membri dell’As.Vo.M. hanno partecipato quasi all’unanimità sia alla veglia che al Sacro Rito, quindi, a piedi, hanno accompagnato la salma fino al civico cimitero ove essa è stata tumulata.

 

Un gruppo di amici, nel contesto dell’ilarità e gioisità, gli hanno voluto rendere omaggio con un lancio, in cielo, di palloncini bianchi mentre il suo feretro usciva dalla Basilica. In qualità di portavoce del gruppo Pendolari dell’Alto Lazio, ero legato a lui con una grande e profonda amicizia, per questo mi permetto dire, Caro Massimo, grazie per tutto quello che ci dai insegnato, grazie per la grande umanità con la quale sei stato in mezzo a noi, non ti dimenticheremo mai e ti chiediamo di pregare e proteggere prima tutti i tuoi cari poi i servizi ferroviari che interessano le nostre zone come hai sempre cercato di fare.

 

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