“Sulla chiusura dell’Istituto Barbarigo solo sterili polemiche”

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MONTEFIASCONE – “In riferimento all’articolo pubblicato su un quotidiano locale il 27 dicembre u.s. circa la chiusura a Montefiascone dell’Istituto Scolastico Diocesano “Cardinale Barbarigo” si precisa quanto segue:

 

1. Meraviglia che, a distanza di tre anni dalla comunicazione della chiusura della Scuola, ci sia qualcuno che se ne renda conto solo adesso.

 

2. La Chiesa è da sempre impegnata nel campo educativo al quale, soprattutto nella Scuola Cattolica, ha dedicato e dedica passione, energie e risorse. In questi ultimi anni la Scuola Cattolica – per precise scelte politiche che chi vive in Italia dovrebbe conoscere – sta attraversando a livello nazionale un periodo di forte crisi che, solo nella nostra Diocesi, ha portato alla chiusura di Scuole Superiori come il Liceo Classico “Santa Maria della Quercia” del Seminario di Viterbo; il Liceo Linguistico “G. Merlini” delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo; il Liceo Biologico delle Maestre Pie Venerini e il Magistrale delle Benedettine di Montefiascone.

 

Se ne è accorto qualcuno? A qualcuno è interessato? Si è mai nessuno chiesto il perché?
A rischio chiusura, ultimamente, è stato anche il Liceo Scientifico “Card. Ragonesi” il quale – nonostante anche l’impegno personale del Vescovo perché la gestione potesse continuare ad essere portata avanti dai Fratelli Maristi – è stato rilevato dal Seraphicum di Roma.

 

3. Il Magistrale delle Benedettine di Montefiascone, poi divenuto Liceo della Comunicazione, nel momento in cui le Monache non riuscivano più a sostenerne la gestione, fu rilevato nel 1997 dalla Diocesi che si assunse l’onere della gestione per assicurare ai Seminaristi del Seminario Minore “Card. Barbarigo” una adeguata formazione, in continuità con la Scuola Media interna al Seminario, chiusa, però, poco dopo e rilevata dalle Mestre Pie Filippini. Nel 2005, per mancanza ormai da alcuni anni di vocazioni di giovani di quella età, fu trasformata l’esperienza del Seminario Minore, ma continuò ugualmente quella della Scuola, proprio a dire l’impegno della Chiesa locale in questo campo.

 

4. La gestione della Scuola – che nel frattempo dalla Sede del Seminario Barbarigo si è trasferita presso la struttura “Cardinal Salotti” – è diventata sempre più difficile. Il numero degli alunni, che aveva raggiunto anche i 100 elementi, negli ultimi anni era andato sempre a diminuire. Le rette – limitate per non gravare troppo sulle famiglie (attualmente € 200), non da tutti pagate (per situazioni familiari difficili) e non sempre pagate con regolarità – non sono mai state sufficienti a sostenere le spese di gestione (stipendi docenti, contributi, TFR, utenze…), che, soltanto negli ultimi cinque anni, hanno portato un deficit di € 468.000 (€ 90.000 nel 2011; € 85.000 nel 2012; € 91.000 nel 2013; € 122.000 nel 2014; € 80.000 nel 2015).

 

5. A fronte di questa situazione – nonostante diversi tentativi fatti perché altri potessero rilevare la Scuola – la decisione tre anni fa di avviarne la graduale chiusura, con attenzione grande agli alunni che avevano iniziato lì il corso degli studi e ai quali è stato assicurato l’accompagnamento fino agli esami di maturità. Attualmente sono rimaste due classi con un totale di 25 alunni. Da tre anni non viene fatto orientamento e non vengono prese iscrizioni. Con quali criteri, dunque, nell’articolo vengono dati certi numeri?

 

6. Una parola anche circa la “Lettera a sua Santità Papa Francesco” da parte dei genitori degli alunni che frequentano l’istituto Scolastico “Cardinale Barbarigo”. A parte il fatto che viene confusa la storia del Seminario Barbarigo con quella del recente Istituto “Cardinale Barbarigo” che è altra cosa. Ma poi, se i figli dei genitori firmatari già frequentano la scuola e lì finiranno il loro iter formativo, lamentarsi di che cosa?

 

7. Sempre in questa lettera è scritto: “Nonostante la crisi economica che stiamo vivendo, c’è volontà di tante famiglie, che hanno o che hanno avuto i figli come alunni di questa nostra Scuola, di far sì che questa realtà continui…”.
Benissimo!

 

Insieme all’autore dell’articolo, che ultimamente sentenzia salomonicamente su tutto, se ci sono altri che intendono assumersi la gestione (anche economica) della Scuola, garantendone l’indirizzo cattolico, ben vengano!

 

La Diocesi è disponibile a mettere a disposizione gratuitamente i locali e a fare la sua parte perché l’educazione cattolica venga assicurata.

 

Si riteneva necessario offrire le puntualizzazioni suddette per evitare strumentalizzazioni sterili e vuote polemiche che, se si fermano soltanto a demagogici proclami e non sono seguite da impegni concreti e reali, lasciano il tempo che trovano e servono solo a gettare discredito su chi, per vocazione, è abituato a “porgere l’altra guancia”.

 

Diocesi di Viterbo

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