Distretto ceramico di Civita Castellana leader in Italia per produzione di sanitari

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Massimiliano Chindemi

VITERBO – La ripresa economica non è ancora decollata ma, quantomeno, il peggio sembra ormai essere passato. Una tesi, questa, suffragata dai dati pubblicati nel 16° Rapporto sull’Economia della Tuscia Viterbese – Polos 2015, illustrati nella tarda mattinata di mercoledì dal segretario generale della Camera di Commercio di Viterbo, Francesco Monzillo.

“Il valore aggiunto pro capite – spiega Monzillo – risulta essere in crescita dello 0,8% e leggermente inferiore alla crescita nazionale. Stabili, invece, le attività manufatturiere e del commercio, mentre lievi crescite si registrano nei servizi a supporto delle imprese e nel turismo. In aumento anche le imprese in rosa, al cospetto di un decremento delle imprese giovanili.

In merito alla forza lavoro – prosegue Monzillo – nell’ultimo anno abbiamo perso il 15,3% dei disoccupati. Il tasso di occupazione continua ad essere a favore del genere maschile (66,9% rispetto al 45,5% femminile), mentre la disoccupazione maschile si attesta all’11,4%, a fronte del 16,8% della femminile. Cresce invece, e anche corposamente, l’export dei prodotti della Tuscia, che nel fa registrare un +13,8%. Riguardo infine agli investimenti, è da sottolineare come gran parte delle imprese stia indirizzando le proprie forze verso il rinnovamento dei macchinari”.

Ma il dato maggiormente positivo è senza dubbio quello proveniente dal Distretto ceramico; area industriale che, come sottolineato dal direttore del Centro Ceramica di Civita Castellana, Raffaella Cerica, si pone nel ruolo di leader a livello nazionale; il 70% della produzione di ceramiche sanitarie (lavabo, water closet, piatti doccia e bidet) viene infatti effettuato a Civita Castellana.

“I dati raccolti per questa indagine – commenta il presidente della Camera di Commercio di Viterbo, Domenico Merlani – ci fanno capire che qualcosa sta cambiando. In questi ultimi quattro anni il mercato si è infatti fortemente ridimensionato, divenendo più che mai incerto. Nessun imprenditore può dire di avere oggi le certezze di qualche anno fa e, pertanto, bisogna pensare a dei progetti che prevedano delle variabili in corso. Uno scenario come quello dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ha rappresentato ad esempio un qualcosa di imprevedibile, che influenzerà più di quanto si pensi anche il mercato delle esportazioni della nostra provincia. Tirando le somme, ritengo che la situazione economica della Tuscia sia in uno stato di galleggiamento; a mio avviso, infatti, non si può ancora dire che siamo fuori dalla crisi, sebbene il fenomeno della caduta libera collettiva sia stato ormai ampiamente arginato. Alla luce di ciò, come ente camerale, ritengo che si debba continuare a stare in prima linea al fianco delle imprese, affinché il nostro supporto possa essere ancor più consistente e fruttifero per la loro crescita”.

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